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Gli eredi di George Michael fanno causa all’ex amico per il film sull’album perduto: “Si rivolterebbe nella tomba”

George Michael, gli eredi fanno causa all’ex amico Andros Georgiou per il film sull’album perduto: al centro immagini e brani inediti del cantante. “Se lo sapesse si rivolterebbe nella tomba” dice l’amico.
George Michael e Andros Georgiou
George Michael e Andros Georgiou

È scoppiata una battaglia legale tra gli eredi di George Michael e il suo ex migliore amico ed ex produttore musicale, il sessantatreenne Andros Georgiou. L'uomo, infatti, ha scelto di pubblicare, a pagamento per i fan, alcune riprese fatte tra il 1992 e il 1993, contenenti materiale inedito della popstar. Gli avvocati della famiglia dell'ex cantante dei Wham, infatti, hanno reputato lesivo della sua immagine, la scelta dell'uomo di aver pubblicato il film "Trojan Souls – The Greatest Album That Was Never Made", ovvero una registrazione di un album mai realizzato, ma che era in fase di registrazione e a cui avrebbero dovuto partecipare artisti del calibro di Elton John, Stevie Wonder, Janet Jackson, Aretha Franklin e Bryan Ferry.

Georgiou ha deciso di pubblicare questo film facendo pagare 4,99 sterline (circa 5,80 euro) per un accesso online di 48 ore al video di 90 minuti, mentre con 19,99 sterline (circa 23 euro) i fan avevano accesso anche ad alcune canzoni inedite registrate durate quella sessione. Il video era stato girato con una telecamera regalatagli dalla Sony durante il viaggio in Giappone fatto per seguire il tour di Faith della popstar. Una scelta che non ha trovato d'accordo gli eredi di George Michael, che hanno fatto causa all'uomo al Tribnale di Londra che si occupa di proprietà intellettuale, denunciando la violazione dei diritti del cantante.

Intervistato dal Sun, Georgiou ha detto che George Micheal – che lui chiamava Yog – si rivolterebbe nella tomba sapendo quello che i legali della sua famiglia stanno facendo contro di lui con i suoi soldi. Per l'uomo, la scelta di trascinarlo in tribunale non sarebbe spinta da altro che dall'avidità degli eredi. L'album a cui stavano lavorando sarebbe uscito con l'etichetta dell'uomo, la Hardback Records, ma non sarebbe stato portato a termine a causa della malattia dell'ex compagno di George Michael, Anselmo Feleppa, che sarebbe morto a causa delle complicazioni legate all'AIDS.

Il video era stato girato da lui con l'approvazione dell'ex Wham e non era completamente inedito. Non legalmente, almeno. Parte di quelle immagini, infatti, circolavano già in rete e così la decisione è stata quella di pubblicare lui stesso il film, riappropriandosi della narrazione di quel momento. Per anni, infatti, aveva cercato di far rimuovere immagini e filmati da Youtube e TikTok. Ma cosa mostrano le immagini di quel video? Il film fa vedere momenti di vita e del lavoro quotidiano di George Michael: c'è lui che suona il pianoforte e canta con i coristi, in altri momenti imbraccia un basso e discute con i produttori della scaletta.

L'idea di quel progetto nacque come rivalsa nei confronti della sua etichetta di allora, la Sony. George Michael era una star internazionale, lo era diventato grazie al successo dei Wham! – che ancora oggi tutti cantano grazie a "Last Christmas" -, ma dopo lo scioglimento del gruppo riuscì a ritagliarsi uno spazio solista. Il cantante voleva provare un salto di qualità, fare musica meno leggera e pubblicò canzoni come "Careless Whisper" e "A Different Corner" finché nel 1987 uscì il primo album da solista, "Faith". Fu un successo. Michael si confermò come la superstar internazionale che era, ma quei panni cominciarono a stargli stretti.

Dopo l'uscita nel 1990 di "Listen Without Prejudice Vol 1" – per cui non fece promo – , il cantante era stanco dell'immagine da sex symbol che gli era stata ritagliata addosso e per un po' scomparve. I due amici andarono a Los Angeles ma dopo un po' Michael decise di chiudersi in studiò e registrò la cover di "Ain't No Stoppin' Us Now", che Gene McFadden e John Whitehead pubblicarono contro la propria etichetta. Poi registrò altre canzoni, le fece ascoltare alla Sony che non le volle e successivamente gli fece causa. L'amico descrive quel periodo come un momento di grande creatività e gioia. Ma con la malattia del compagno, Michael perse interesse e abbandonò il progetto.

Georgiou e Michael – il cui vero nome era Georgios Kyriacos Panayiotou – erano amici fin da bambini, quando i rispettivi genitori – che erano cugini – avevano deciso, nel 1953, di trasferirsi a Londra da Cipro. I rapporti tra i due, però, si erano deteriorati quando la popstar fu arrestata in un bagno pubblico di Los Angeles nel 1998. Da questo episodio nacque anche uno dei suoi video più famosi, quello di "Outside". Georgiu non approvava i comportamenti esagerati del cantante, dopo quell'episodio, mentre l'ex Wham si sentiva giudicato e così le strade si divisero. Nei giorni precedenti alla morte del cantante, avvenuta a Natale 2016, i due stavano riallacciando i rapporti, si erano risentiti e avevano intenzione di riappacificarsi.

Criticato spesso dai fan di Michael perché accusato di aver sfruttato commercialmente l'amicizia con la star, il produttore musicale rispedisce tutto al mittente. In fondo quell'amicizia è anche la sua eredità e quell'album incompleto è il ricordo di un momento bello passato con una delle persone a lui più care. Al di là del Tribunale, infatti, da una parte c'è il tentativo di proteggere l'immagine pubblica di un artista che anche in vita ha trascorso momenti complicati, dall'altra c'è un business, certo, ma anche un'amicizia da ricordare. Nel mezzo un artista che ha segnato un momento importante del pop mondiale e ancora oggi sentiamo risuonare nelle nostre orecchie grazie a hit immortali come "Fastlove", "Father Figure" e "Faith".

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