Diciassette anni, abbandonata nella bufera a -12°C: ora l’amico rischia il carcere in Austria
Una camminata notturna al gelo per raggiungere la vetta e guardare il sorgere del sole. Poi la bufera, la stanchezza e la decisione che ora rischia di trasformarsi in un'inchiesta penale: lasciarla sola a 2.500 metri di quota, al buio, con la neve fino alle ginocchia e il termometro sceso a 12 gradi sotto zero.
La vicenda si è consumata sulle pareti dello Zugspitze, la montagna più alta della Germania, al confine con l'Austria. Protagonisti due ragazzi partiti dall'abitato austriaco di Ehrwald attorno all'una e mezza di notte. L'obiettivo era ambizioso: risalire il pendio durante le ore notturne per trovarsi in cima al momento del primo sole.
Man mano che la quota saliva, però, il meteo è precipitato. La temperatura è crollata a -12°C e sulla montagna si è scatenata una fitta nevicata. La ragazza, una 17enne, non è più riuscita ad avanzare nella neve fresca. A quel punto il compagno di escursione, un 21enne bavarese, ha continuato la discesa da solo, lasciando l'amica sul pendio.
È stata la stessa adolescente a lanciare l'allarme con il cellulare. Le condizioni meteo proibitive hanno impedito l'alzata in volo dell'elicottero, costringendo i soccorritori della stazione di Ehrwald a muoversi a piedi: sette uomini si sono calati dalla stazione della funivia Zugspitzbahn, a quota 2.962 metri, per raggiungere la ragazza e portarla in salvo. La giovane è stata trasferita in ospedale in forte stato di ipotermia.
Sull'episodio ha aperto un fascicolo la polizia austriaca. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sui motivi della separazione dei due e non hanno ancora chiarito se si sia trattato di una scelta condivisa o di un abbandono unilaterale. Nel codice penale austriaco, tuttavia, la condotta di chi mette a rischio l'incolumità fisica di un'altra persona prevede sanzioni che arrivano fino a tre mesi di reclusione.
Il soccorso alpino locale ha espresso forte preoccupazione per l'accaduto. Robin Lutnig, della stazione di Ehrwald, ha evidenziato come i due giovani non avessero la preparazione adeguata per un'ascesa di quel tipo, lanciando un allarme sul crescente numero di escursionisti inesperti che affrontano percorsi alpini ad altissima quota in pieno inverno senza l'attrezzatura e le competenze necessarie.