Dal Parlamento britannico 300mila visite a siti porno in un anno

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Stando a dati ufficiali, dal maggio del 2012 al luglio del 2013, i parlamentari inglesi dai loro uffici di Westminster hanno provato ad accedere ai vari siti a luci rosse per 300mila volte. In media sono stati bloccati 850 tentativi al giorno.

Dagli uffici di Westminster i parlamentari del Regno Unito hanno tentato, in un anno, ad accedere per 300mila volte a siti porno e hard. Numeri diffusi nelle ultime ore che si riferiscono al periodo che va dal maggio del 2012 al luglio del 2013. Per ben 300mila volte, dunque, i politici britannici hanno provato a consultare siti a luci rosse dai loro uffici. In media sono stati 850 i tentativi di accesso al giorno. I dati relativi alla “passione per il porno” dei politici inglesi sono stati comunicati dallo stesso Parlamento il quale ha fatto sapere anche che il numero massimo di clic è avvenuto nel novembre del 2012 con 114.844 tentativi di accesso e poi nell’aprile del 2013 con 55.552 tentativi. Nel mese di febbraio 2013, invece, i contatti sono stati solo 15, mentre a giugno erano di nuovo su a quota 397. Ci sono state, insomma, grandi variazioni mese per mese.

E questi dati non hanno potuto che scatenare subito delle polemiche nel Paese di Sua Maestà: per Matthew Sinclair, esponente di TaxPayers Alliance, i numeri evidenziano come le persone che lavorano in Parlamento trascorrano troppo tempo navigando su siti che nulla hanno a che fare con il loro lavoro. Internet, a suo dire, può essere uno strumento utile per i parlamentari e per il loro staff ma i contribuenti si aspettano che i loro rappresentanti facciano il loro lavoro piuttosto che spendere il proprio tempo guardando siti discutibili. Gli stessi parlamentari accusati di perdere tempo sui siti hard si sono difesi: secondo loro quei dati includono anche pubblicità e pop-up e dunque non si tratta di tentativi deliberati di accedere a quel genere di siti. Ma intanto, sottolinea la stampa inglese, gli stessi politici sono stati accusati, nei mesi scorsi, di “perdere tempo” anche in modo diverso su Internet. Ad esempio su Facebook oppure facendo shopping online o scommettendo sui vari siti.

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