Costa d’Avorio: si teme il massacro. Oltre un migliaio fra morti e dispersi

La situazione della Costa d’Avorio sta diventando sempre più allarmante. Un migliaio di persone risultano morte o disperse nella località di Duekoué, nell'ovest del Paese. La denuncia arriva dalla ong Caritas, secondo la quale il massacro sarebbe avvenuto nel quartiere ‘Carrefour', controllato dalle forze del presidente eletto riconosciuto dalla comunità internazionale, Alassane Oauttara "nel corso di combattimenti avvenuti fra domenica 27 marzo e martedì 29 marzo", come si legge nella nota dell'organizzazione umanitaria che "ignora chi sia responsabile di questo massacro ma indica come un'inchiesta possa accertare la verità: la Caritas condanna gli attacchi contro i civili e sottolinea come la situazione stia peggiorando rapidamente". Le Nazioni Unite sostengono che la cifra si possa aggirare sulle 330 persone massacrate.
Le elezioni di novembre 2010 avrebbero dovuto raffigurare una nuova alba per gli ivoriani, oppressi da una lunga guerra civile che si protrae dal 2002. Tuttavia si sono rivelate la miccia per l'accensione di nuovi scontri e massacri: il presidente uscente, Laurent Gbagbo, si è rifiutato di cedere la sua poltrona al nuovo eletto Alassane Ouattara, dichiarato vincitore con il consenso di tutte le Organizzazioni mondiali. Gbagbo, per restare al suo posto, ha dato il via ad una serie di scontri armati contro le milizie fedeli a Ouattara, che includono anche parte dell’esercito nazionale (Forze repubblicane della Costa d’Avorio).
Sulla problematica situazione del paese africano è intervenuto anche il segretario di Stato Usa: "Il presidente ivoriano uscente, Laurent Gbagbo – ha detto Hillary Clinton – deve cedere immediatamente il potere al capo di Stato legittimo, prima di condurre il Paese verso "l'anarchia". Per la giornata di oggi, è previsto l’arrivo di 300 militari francesi ad Abidjan per continuare le operazioni di peace-keeping nel Paese.
Va detto che le violenze sembrano essere causate da entrambi gli schieramenti protagonisti della guerra civile in Costa d'Avorio. L'ONU riferisce di un centinaio di persone uccise dall'esercito Gbagbo, mentre duecento sono le vittime di Ouattara, che ha negato le accuse. Oggetto degli scontri anche la sede delle Nazioni Unite nella capitale, bersagliata dalle pattuglie della guardia repubblicana del presidente uscente. Quattro Caschi Blu del plotone dell'Onu (Onuci) nel paese sono stati "gravemente feriti", come riferisce il comunicato delle stesse Nazioni Unite.
I combattimenti di ieri sono meno feroci dei giorni scorsi – quando è stato aperto il fuoco anche sull'abitazione di Gbagbo – ma nelle prossime ore si potrebbe assistere a una battaglia decisiva per la conquista di Abidjan. Migliaia di soldati filo-Ouattara sono ammassati sul bordo settentrionale della capitale.