6 Ottobre 2021
12:17

Cosa sono i Pandora Papers, l’inchiesta che svela patrimoni offshore di leader mondiali e miliardari

Si tratta di un’inchiesta giornalistica dell’ICIJ, l’International Consortium of Investigative Journalists, che raccontale ricchezze nascoste nei paradisi fiscali di leader mondiali, vip e miliardari. Dalla regina Elisabetta al re di Giordania e Tony Blair, passando per Shakira, Claudia Shiffer e un circolo vicinissimo a Vladimir Putin.
A cura di Annalisa Girardi
Proprietà di un’area residenziale di Londra finita nei Pandora Papers.
Proprietà di un’area residenziale di Londra finita nei Pandora Papers.

Cosa sono i Pandora Papers di cui tutti parlano e che hanno esposto i segreti finanziari di leader mondiali e potenti? Si tratta di un'inchiesta giornalistica dell'ICIJ, l'International Consortium of Investigative Journalists, finita su decine di giornali internazionali che hanno messo nero su bianco un sistema di affari offshore. In altre parole, si raccontano le ricchezze nascoste nei paradisi fiscali di leader mondiali, vip e miliardari. Dalla regina Elisabetta al re di Giordania e Tony Blair, passando per Shakira, Claudia Shiffer e un circolo vicinissimo a Vladimir Putin.

Il nome dell'inchiesta richiama chiaramente i Panama Papers di cinque anni fa, che riprendeva però i dati di un singolo studio legale. Questa volta hanno collaborato circa 600 giornalisti di 15o testate (per l'Italia l'Espresso) elaborando 11,9 milioni di file riservati su 29 mila conti offshore. Alcuni documenti risalgono alla metà degli anni Novanta, altri addirittura agli anni Settanta: arrivano da 14 diverse società finanziarie, implicate nel trasferimento in paradisi fiscali dei patrimoni di personaggi facoltosi, alcuni decisamente noi al pubblico. In totale, si parla di 35 leader politici, alcuni capi (o ex) di governo: vengono citati l'ex premier britannico Tony Blair, il presidente del Kenya, Uhuru Kenyatta, quello del Cile, Sebastián Piñera, e quello ucraino, Volodymyr Zelensky. Presenti poi anche un centinaio di miliardari.

Per fare alcuni esempi, nei Pandora Papers si racconta come il re di Giordania Abdullah II abbia utilizzato delle società fantasma con sede legale nei paradisi fiscali per acquistare proprietà di lusso a Londra, Malibu e Washington per un valore di oltre 100 milioni di dollari. Oppure di come la famiglia reale britannica, utilizzando il fondo della regina, abbia acquistato nella capitale inglese una proprietà da 67 milioni di sterline, legata al presidente dell'Azarbaijan, Ilham Aliyev, su cui pesano accuse di corruzione.

Compaiono anche nomi di italiani, come quello del boss camorrista Raffaele Amato, che attraverso una società di comodo avrebbe comprato diverse proprietà. Della sua figura parla L'Espresso, raccontando che avrebbe utilizzato "una compagnia di fiduciari con base a Montecarlo per schermare la proprietà di una società-cassaforte inglese, che ha comprato terreni e immobili in Spagna". Amato è stato arrestato proprio in Spagna nel 2009 e dopo l'estrazione in Italia sta ora scontando una condanna di 20 anni.

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