Il presidente francese Macron (a destra) accompagnato dal ministro della salute, Olivier Véron (Gettyimages)
in foto: Il presidente francese Macron (a destra) accompagnato dal ministro della salute, Olivier Véron (Gettyimages)

La Francia non ha ancora intrapreso alcuna misura drastica di contenimento della pandemia, pur essendo il secondo Paese europeo per numero di contagiati da coronavirus dopo l’Italia. Eppure i numeri parlano chiaro: dal 24 gennaio 2020, ci sono stati 2.281 casi confermati e 48 persone sono morte. La propagazione del virus, insomma, è sovrapponibile a quanto accaduto nel nostro Paese, solo con alcuni giorni di ritardo. Nove per l’esattezza, secondo i dati elaborati dalla ricercatrice Silvia Merler dell’Algebris Policy & Research Forum. “Francia, Spagna e Germania sono circa 9-10 giorni indietro rispetto all'Italia nella progressione del COVID19 – ha scritto Merler su Twitter – il Regno Unito e gli Stati Uniti seguono con un ritardo tra 13 e 16 giorni. In Italia abbiamo aspettato troppo a lungo, questi paesi dovrebbero davvero iniziare ad attuare misure di contenimento aggressive adesso”.

Pochi tamponi e misure restrittive solo per le aree infette

Nel Paese transalpino sono otto i focolai di infezione da coronavirus. L’11 marzo, il ministro della Salute, Olivier Véron, ha annunciato l’adozione di misure restrittive volte a contenere la diffusione del virus in Corsica e in 19 comuni dell’agglomerato di Montpellier. I provvedimenti riguardano la chiusura di tutte le scuole e gli asili nido per un periodo di 14 giorni, nonché la limitazione delle riunioni di oltre 50 persone, “ad eccezione di quelle essenziali per la vita sociale e democratica”. I soggetti più esposti al rischio di contagio (anziani, malati, ecc) sono invitati a rimanere a casa.

In tutto il territorio nazionale sono vietate le manifestazioni con più di 1.000 persone. Anche le partite di calcio saranno disputate a porte chiuse fino a metà aprile. Teatri, cinema, università continuano a funzionare normalmente, e non ci sono restrizioni ai trasporti e alla circolazione. Provvedimenti piuttosto blandi, se paragonati con quelli messi in atto da altri Paesi europei. I francesi, insomma, tranne che nelle aree più colpite, continuano a condurre una vita normalissima. Nonostante ieri l’Organizzazione Mondiale della Sanità abbia dichiarato il coronavirus una pandemia, il ministro della salute francese ha assicurato che “il virus non circola ancora attivamente sul nostro territorio”.

In Francia, ogni giorno vengono eseguiti in una cinquantina di laboratori mille tamponi per accertare la positività al Covid-19. Rispetto ad altri paesi colpiti dal coronavirus, la Francia ha deciso di adottare un'altra politica: i test sono riservati solo alle persone che presentano già dei sintomi. Prima di sostenere il tampone, inoltre, è necessario rispondere a un questionario e ottenere il parere di uno specialista in malattie infettive.

Macron: “Niente panico, fermiamo il contagio con risposta proporzionata”

La linea adottata dal presidente francese Emmanuel Macron, e del governo, è stata finora molto rassicurante. “Di fronte al coronavirus – scrive l’inquilino dell’Eliseo – il nostro metodo è sin dall'inizio il seguente: 1) Ascoltare gli scienziati e non cedere a nessuna forma di panico; 2) Fare di tutto per frenare la diffusione dell'epidemia; 3) Avere una risposta proporzionata e coordinata a livello europeo”.

L’11 marzo, Macron, con la Torre Eiffel come sfondo, si è rivolto alla nazione con queste parole: “Non rinunceremo a nulla. Specialmente a ridere, cantare, pensare, amare. Specialmente alle terrazze, alle sale da concerto e alle feste serali estive. Soprattutto [non rinunceremo] alla libertà. Per il nostro spirito di resistenza che rende la Repubblica così grande, la Francia così forte”. Certo, il discorso del presidente francese era in occasione della giornata europea in ricordo delle vittime del terrorismo (per commemorare gli attentati di Madrid dell'11 marzo 2004), ma molti francesi potrebbero anche aver frainteso il messaggio, come dimostrano i commenti al video pubblicato su Twitter.

Che la percezione del rischio sia poco sentita tra i francesi, comunque, è dimostrata dalle immagini dei tifosi del Paris Saint Germain che, nonostante il divieto del governo di assistere alla partita contro il Borussia Dortmund, si sono ritrovati lo stesso all'esterno dello stadio per sostenere la squadra capitolina.

Le tre fasi previste dal governo francese per combattere il coronavirus

Il governo francese ha predisposto un piano di 3 fasi per combattere la diffusione del coronavirus Covid-19. Nella prima, l’obiettivo era impedire che il virus entrasse nel territorio nazionale. Per questo sono state adottate misure restrittive verso chi rientrava dalla Cina (e poi anche dal Nord Italia). La seconda, invece, prevede il rallentamento della diffusione della malattia (ad esempio, come ricordato, con la chiusura delle scuole nelle zone focolaio e la proibizione degli eventi con più di 1000 persone). La Francia, in questo momento si trova nella fase 2. Il terzo stadio è pensato quando ormai l’epidemia non sarà più considerata contenibile e dovranno essere predisposte tutte quelle limitazioni necessarie ad impedire un’ulteriore diffusione del contagio. L’ultima fase, infine, consiste nelle misure per garantire il ritorno alla normalità.

Elezioni comunali confermate nonostante il coronavirus

Il governo francese ha ribadito di non voler rinviare le elezioni comunali per il rinnovo dei consigli municipali di circa 35mila comuni, il cui primo turno è previsto domenica 15 marzo. Nonostante il rischio di contagio da coronavirus, il ministro degli Interni ha emesso il 9 marzo una circolare per garantire lo svolgimento delle elezioni in tutta la Francia. “Le misure sono volte a garantire la protezione della salute degli elettori e dei responsabili delle operazioni elettorali nei seggi elettorali – assicurano le autorità – e la struttura di ciascun seggio elettorale dovrà essere progettata in modo tale da evitare situazioni di prolungata promiscuità”. Salvo un dietrofront dell’esecutivo quindi le consultazioni elettorali si celebreranno regolarmente tra pochi giorni. È atteso comunque per questa sera un altro discorso alla nazione di Emmanuel Macron e non è escluso che anche il presidente francese si debba arrendere all’evidenza dei fatti e annunci misure più drastiche per contenere il coronavirus.

tot. contagiati 105.792
31 marzo 2.107
tot. guariti 15.729
31 marzo 1.109
tot. deceduti 12.428
31 marzo 837