Cina, i giornalisti protestano contro la censura

Avatar autore
A cura di Redazione
Immagine
Mobilitazione dei cronisti del settimanale “Nanfang Zhoumo” contro il bavaglio di stato. A far scattare la scintilla, la pesante modifica di un editoriale sui diritti civili.

Protestano i giornalisti in Cina e non è una cosa che si vede tutti i giorni: è accaduto a Guangzhou, nel sud del Paese, dove i cronisti di uno dei principali periodici del Paese, il Nanfang Zhoumo (Southern Weekly), hanno incrociato le braccia contro la censura di stato. Decine di giornalisti e di sostenitori, riferisce la Bbc, si sono radunati fuori dalla sede del quotidiano indossando sul volto maschere con la scritta "maschera del silenzio" o innalzando striscioni con slogan come, "vogliamo la libertà di stampa e la democrazia".
A far scattare la mobilitazione, un editoriale del periodico che chiedeva diritti costituzionali garantiti, e modificato dalla censura in un pezzo in cui si tessevano le lodi del Partito comunista. I cronisti del settimanale hanno chiesto le dimissioni del responsabile della propaganda di Guangdong, accuandolo di essere un "dittatore" in un'epoca di "crescenti aperture". Almeno 100 giornalisti hanno preso parte allo sciopero, prendendo il controllo del microblog del giornale. Nanfang Zhoumo è considerata una testata autorevole e d'inchiesta. La mobilitazione anti-censura è un importante banco di prova – secondo la Bbc – per il nuovo leader cinese Xi Jinping, distintosi fino ad oggi per una leadership più aperta rispetto al passato.

4 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views