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8 Gennaio 2015
07:59

Charlie Hebdo, è caccia ai due killer nel nord della Francia

La polizia francese ha pubblicato le foto segnaletiche dei due presunti attentatori, sono due fratelli franco-algerini di 32 e 34 anni, Said e Cherif Kouachi. Incerto il ruolo di un 18enne in stato di fermo. Intanto una nuova sparatoria a sud di Parigi terrorizza i francesi.
A cura di Antonio Palma
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Ore 22.30 – Falliscono le ricerche nella foresta di Longpont – Si starebbe concludendo con un buco nell'acqua l'operazione dei reparti speciali francesi sulle tracce dei terroristi di Charlie Hebdo in Piccardia, accanto alla foresta di Longpont. Secondo i media francesi non sembra nemmeno accertato che la Clio grigia, l'auto sulla quale i fratelli Kouachi sono fuggiti da Parigi, sia stata abbandonata nella zona come era trapelato in un primo momento.

Ore 19.30 – Attentatori assediati in casa, forse è falsa pista – Si fa largo alla strada della falsa pista in riferimento alla voce secondo cui i due presunti terroristi dell'attacco a Charlie Hebdo, i fratelli Said e Cherif Kouachi, sarebbero barricati in una casa vicino a Crepy En Valois. Lo lasciano capire fonti della Gendarmeria. La caccia all'uomo si concentra comunque nelle campagne della Piccardia, ad una sessantina di chilometri da Parigi.

19.05 – Fico (M5S): "La Rai non ha parlato dell'assalto in prima serata, grave mancanza".

Ore 18.40 – Francia mobilita 88mila uomini – Sono stati mobilitati 88.000 uomini per la dare la caccia ai due terroristi autori della strage a Charlie Hebdo. Lo ha annunciato il ministero degli Interni francese, secondo quanto riportato da France 24. Sono in corso perquisizioni a tappeto in Piccardia, a Villers-Cotteret, Crepy-en-Valois e in cittadine e campagne circostanti. Molte immagini di camionette blindate, poliziotti con fucili d'assalto e giubbotti antiproiettile, blocchi stradali e case accerchiate circolano su siti d'informazione, tv e social network, ma al momento non filtrano informazioni attendibili sui risultati delle ricerche. Intanto, è partita la campagna sui social network dei musulmani contro il terrorismo. Mentre anche i vignettisti musulmani hanno fatto circolare una serie di vignette in solidarietà con il giornale, su twitter, accanto all'hashtag “je suis Charlie” sta diventando virale anche quello “not in my name”, con giovani musulmani che postano le loro foto, con il cartello.

Ore 16.00 – Continuano le ricerche. Secondo i media locali, la polizia avrebbe perquisito una casa colonica fuori Villers-Cotteret, a un centinaio di chilometri a nord-est di Parigi, in cui avrebbero soggiornato i due fuggitivi. Gli agenti si sarebbero poi allontanati. Nella zona, sempre nella regione dell'Oise, si sta concentrando un massiccio dispiegamento delle forze speciali francesi impegnate nella ricerca dei due presunti killer. Sempre secondo i media francesi, le forze di sicurezza starebbero perlustrando una zona di circa 20 km quadrati intorno Crépy-en-Valois.

Ore 15.45 – L'appello dell'avvocato per la resa dei fuggitivi. Appello dell'ex avvocato di Chérif Kouachi, uno dei due fratelli sospettati dell’attacco affinché i fuggiaschi si arrendano. Il legale, attraverso l’emittente francese BfMtv ha invitato il suo ex assistito ad arrendersi, mentre le forze di polizia francese continuano la caccia all'uomo nel dipartimento dell’Oise, nella regione della Piccardia dove sarebbero stati individuati i due fratelli.

Ore 15.30 – Uno dei ricercati comparve in uno speciale tv sul terrorismo. Il 32enne Cherif Kouachi, uno dei due fratelli ricercati per l'attacco a Charlie Hebdo, era finito in un'inchiesta televisiva andata in onda su France 3 nel 2005. Lo speciale tv dedicato al terrorismo mostrava il giovane determinato a morire per il martirio in Iraq. L'inchiesta, che racconta la formazione e l'indottrinamento del giovane, venne diffusa dopo il suo arresto per aver partecipato all'invio di combattenti in Iraq.

Ore 15.20 – Migliora l'agente ferito oggi – Migliorano le condizioni di salute dell'altro agente della polizia municipale ferito questa mattina durante la sparatoria a Montrouge, a sud di Parigi. L'agente infatti non sarebbe più in "condizioni cliniche d'emergenza" anche se resta ricoverato in ospedale a causa delle ferite riportate. Nello stesso episodio invece è morta una collega che era rimasta ferita in maniera più grave.

Ore 15.00 – Le operazioni a Crépy-en-Valois – Il Sindaco della città di Crépy-en-Valois contattato da Reuters non conferma le informazioni secondo le quali i due fuggitivi sarebbero barricati in una casa della cittadina. "Non sono informato e non mi è stato chiesto di prendere misure particolari anche se gli accessi alla città sono chiusi, mi hanno detto solo di non farsi prendere dal panico" ha spiegato il sindaco. Sul posto però sono intervenute numerose unità della polizia ed elicotteri stanno sorvolando la zona. Camionette mobili bloccano l'acceso al centro, mentre agenti delle forze speciali stanno perlustrando la zona.

Ore 14.50Bandiere jihadiste e molotov nell'auto dei terroristi. Secondo indiscrezioni, nell'auto abbandonata mercoledì dai terroristi in fuga dopo l'assalto a Charlie Hebdo sarebbero state ritrovate Bandiere jihadisti e bottiglie molotov. Intanto anche le indagini sull'attacco di questa mattina a Montrouge sono state affidate alla procura antiterrorismo francese

Ore 14.45 – Juncker: "Oggi è un giorno di lutto per tutta l'Europa". "Siamo costernati e scioccati dall'attentato di Parigi che è un attacco diretto alla nostra vita e al nostro modo di vivere" lo ha dichiarato il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, parlando dell'allato alla sede di Charlie Hebdo, aggiungendo: "Dobbiamo reagire uniti, ma oggi è il giorno del dolore". Nel suo intervento Juncker ha anche annunciato che "presto verrà presentato un nuovo piano d'azione anti-terrorismo che rafforzi la collaborazione tra Europol e le agenzie d'intelligence nazionali". "Penso anche a un miglioramento dell'accordo di Schengen per renderlo più efficace" ha concluso il presidente della Commissione europea.

Ore 14.35 – Nuovo intervento polemico sul blog di Beppe Grillo a firma di Aldo Giannuli su quanto avvenuto in Francia. L'articolo dal titolo "La strage di Parigi, i conti non tornano #CharlieHebdo", elenca una serie di presunte incongruenze sul caso, concludendo: "Insomma, molto probabilmente la strage è islamica, però… che gran puzza di bruciato!"

Ore 14.25 – Il prossimo numero di Charlie Hebdo in un milione di copie. Il prossimo numero di Charlie Hebdo, che mercoledì sarà in edicola, sarà stampato in un milione di copie contro le abituali sessantamila. Lo ha annunciato l'avvocato del settimanale satirico francese, Richard Malka, spiegando che il prossimo numero avrà 8 pagine invece delle 16 abituali. Il giornale vittima dell'attentato ha subito ricevuto il sostegno dei grandi quotidiani francesi, la redazione per il momento verrà ospitata provvisoriamente nella sede di Libèration.

Ore 14.15 – Polizia confluisce verso cittadina della Piccardia. Secondo i media francesi numerose unità della polizia francese stanno confluendo nel comune di Crepy-en-Valois, in Piccardia, ad una settantina di chilometri a nordest di Parigi dove si sarebbero barricati i killer in fuga. Sulla zona sarebbero già in volo alcuni elicotteri delle forze di sicurezza francesi.

Ore 13.55 – Sospetti barricati a Crepy en Valois – I due sospetti ricercati per l'attacco a Charlie Hebdo sarebbero barricati in un'abitazione della città di Crepy-en-Valois, 70 chilometri a nordest di Parigi. Lo riferisce il sito di France 3 Piccardia. La prefettura del dipartimento dell'Oise, contattata sempre da France 3, "conferma che in città è in corso un'operazione", senza dare ulteriori dettagli.

Ore 13.45 – Il presidente francese Hollande si trova all'interno della sede della prefettura di polizia della capitale, riunito con il prefetto di Parigi. Lo rende noto la stampa francese.

Ore 13.40 – Alle 18 Parigi manifesta in Place de la Republique – Mentre proseguono le ricerche dei killer, i parigini si riuniranno oggi alle 18 a Place de la Republique per manifestare contro il terrorismo. L'invito a essere numerosi arriva su twitter dal sindaco Anne Hidalgo. Nella stessa ora anche a Roma, in piazza Farnese, si manifesterà la solidarietà alle vittime dell'attentato al giornale satirico Charlie Hebdo.

Ore 13.30 – Una foto dei giornalisti di AFP durante il minuto di silenzio per la strage a Charlie Hebdo, nella redazione di Parigi dell’agenzia. 

Ore 12.55 – Tutti gli accessi a Parigi sono in questo momento bloccati e sorvegliati dalla polizia francese dopo la segnalazione dell'auto con i presunti terroristi a bordo, diretta verso la capitale. La sorveglianza è particolarmente intensa ai due punti di accesso da nordest, la Porte de la Villette e la Porte de Pantin. I due ricercati, sarebbero stati visti dal gestore di una pompa di benzina sulla strada nazionale RN2, all'altezza di Villers-Cotteret, in Piccardia, in viaggio in direzione Parigi a bordo di una Clio grigia ammaccata sul davanti e con la targa nascosta. Nell'auto sono state segnalate diverse armi pesanti, tra cui kalashnikov e anche un lanciarazzi. Chiusi anche gli Champs-Élysées e blindato l’Eliseo.

Ore 12.45 –  In Francia gli inquirenti ora sono impegnati su due fronti, mentre si cercano i due killer dell'assalto a Charlie Hebdo localizzati a nord di Parigi, le teste di cuoio della polizia stanno facendo diverse irruzioni in alcuni edifici di Montrogue, dove questa mattina un uomo armato ha sparato contro alcuni agenti della polizia municipale uccidendo una poliziotta e ferendo un funzionario comunale impegnati in strada per un incidente d'auto.

Ore 12.35 – Rafforzati i controlli anche al confine tra Italia e Francia. Anche se i due fuggiaschi sarebbero stati localizzati a nord di Parigi, anche sul confine italiano sono state rafforzate le misure di sicurezza. In particolare controlli intensificati al Frejus dove la polizia di frontiera, a cui sono state inviate le foto segnaletiche dei ricercati per l'attentato di Parigi, ha aumentato i controlli sulle auto provenienti dalla Francia. Più controlli anche sui treni alla stazione di Bardonecchia. In generale disposti servizi che, in virtù del trattato di Schengen, erano stati soppressi. "C'è il massimo sforzo degli apparati di intelligence per prevenire tutto ciò che è prevedibile, ma quello che è successo ieri a Parigi, con l'azione di due o tre individui e non di reti più ampie, è difficile da prevenire" ha spiegato all'ANSA il presidente del Copasir, Giacomo Stucchi, sottolineando che "anche l'Italia è nel mirino".

Ore 12.20 – Minuto di silenzio in tutta la Francia. Alle 12 in punto un minuto di silenzio è stato osservato in tutta la Francia in omaggio alle vittime dell'attacco di ieri alla sede di Charlie Hebdo. Il presidente francese, Francois Hollande, il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, e il ministro dell'Interno, Bernard Cazeneuve, hanno scelto la prefettura di Polizia parigina per rendere omaggio alle 12 vittime di ieri. Tutto il Paese si è raccolto e si sono fermati anche autobus e metropolitane, mentre presso la sede di Charlie Hebdo, molte persone hanno portato fiori e candele davanti ai ritratti degli artisti uccisi.

Ore 12.10 – Charlie Hebdo uscirà regolarmente la prossima settimana. Lo rendono noto i giornalisti e vignettisti del settimanale satirico colpito dal terribile attentato di ieri a Parigi. Molti quotidiani e giornali parigini hanno offerto le loro sedi ai vignettisti perché possano continuare a lavorare alla prossima uscita del settimanale. "Quello che è successo ieri è una guerra contro la libertà, e questa guerra la dobbiamo vincere" ha dichiarato oggi Maryse Wolinski, giornalista, scrittrice e moglie di Georges Wolinski, uno dei disegnatori satirici ucciso ieri. "È morto con i suoi compagni, con i suoi fratelli, come diceva Cabu, al servizio della sua cara libertà, per la quale si è sempre impegnato. È caduto sul campo d'onore della sua professione" ha sottolineato la donna, aggiungendo: "Si batteva con i suoi disegni e con le sue matite".

Ore 12.00 – I due sospetti localizzati . Secondo i media francesi sarebbero stati localizzati in una stazione di servizio i due presunti killer della strage di ieri alla sede di di Charlie Hebdo. Secondo i media locali i due presunti attentatori si troverebbero a bordo di una Renault Clio bianca in viaggio a nord di Parigi dalla quale si intravedono delle armi e uomini incappucciati. I media dicono che i due sospetti sono stati localizzati nella regione dell’Aisne, vicino a Villers-Cotteret, sulla Route National 2 a circa 85 km a nord di Parigi. Intanto  restano in stato di fermo cinque persone collegate all'inchiesta sull'attacco a Charlie Hebdo, tra cui la sorella dei due ricercati, suo marito e la moglie di uno dei due fratelli ricercati.

Ore 11.50 – Messaggio di cordoglio e vicinanza dal Papa. Vicinanza alle famiglie colpite dal terribile attentato di Parigi, ai feriti e ai congiunti delle vittime, è stata espressa da Papa Francesco in un telegramma inviato all'Arcivescovo di Parigi, il cardinale Andrè Vingt-Trois. Nel telegramma, firmato a nome del Papa dal Segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, Bergoglio ribadisce la sua condanna alla "violenza che genera tanta sofferenza" e chiede "a Dio il dono della pace". Anche questa mattina il Pontefice aveva parlato dell'attentato durante la messa a Santa Marta. "L'attentato di ieri a Parigi ci fa pensare a tanta crudeltà, crudeltà umana; a tanto terrorismo, sia al terrorismo isolato, sia al terrorismo di Stato. Ma anche alla crudeltà della quale è capace l'uomo" ha spiegato Bergoglio. Dal suo profilo twitter invece Papa Francesco ha lanciato l'hashtag #PrayersForParis invitando i fedeli a pregare per quanto accaduto.

Ore 11.30 – Un minuto di silenzio alle 12. Su twitter il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, ha invitato tutti i cittadini della città e della Francia ad osservare un minuto di silenzio oggi alle 12 in ricordo delle vittime degli attentati nella Capitale. Alle 12 anche la Commissione europea ha previsto un minuto di silenzio in tutti i suoi uffici e nella sala stampa per ricordare le vittime del brutale attentato alla sede di Charlie Hebdo.

Ore 11.20 – Caccia all'uomo della sparatoria di oggi che è armato. A Montrouge, nella zona della sparatoria in cui questa mattina è morta una agente di polizia, sono confluiti numerosi reparti speciali della polizia francese. Secondo diverse fonti, infatti, l'uomo autore della sparatoria che in un primo momento era fuggito a bordo di una Clio ora si aggirerebbe armato nei paraggi.

Ore 11.10 – Hollande: "La Francia è stata colpita al cuore, nella sua capitale, in un luogo in cui soffiava lo spirito della resistenza. Il nostro paese, la nostra grande Francia, sa stringersi per difendere il suo ideale, l'ideale di pace. Oggi, giorno di lutto, è lo spirito della resistenza che deve essere celebrato", lo ha dichiarato oggi il Presidente Francese Francois Hollande in riferimento a quanto accaduto ieri con l'assalto alla sede di Charlie Hebdo.

Ore 10.55 – Morta l'agente ferita durante la sparatoria di questa mattina. Si tratta di una poliziotta che era impegnata in strada per un incidente insieme ad un collega. La donna, gravemente ferita e trasportata in ospedale, era ricoverata nel reparto di rianimazione in gravissime condizioni. Nonostante le cure però la poliziotta è morta.

Ore 10.45 – Incendio a Villefranche doloso – L'incendio di questa mattina a Villefranche-sur-Saone avvenuto in un locale kebab è un “atto criminale”. Lo riporta l’Afp, citando fonti ufficiali locali. L'esplosione nel ristorante che si torva vicino ad una moschea non sarebbe infatti una casualità, ma un atto voluto. Un altro caso preoccupante reso noto dai media francesi riguarda alcuni spari contro un’automobile appartenente ad una famiglia musulmana in una strada di Caromb, nella zona di Vaucluse. Secondo Le Maine libre, infine, una granata inesplosa è stata lanciata questa notte contro una moschea nella città di Mans, le cui vetrate sarebbero state colpite da spari di arma da fuoco.

Ore 10.35 – Alfano: "Nessuno può escludere che anche in Italia accadano fatti drammatici anche se stiamo facendo tutto il possibile per evitarlo e abbiamo rafforzato i presidi sugli obiettivi sensibili", lo ha dichiarato il ministro degli Interni Angelino Alfano, intervistato nel corso della trasmissione Agorà, a chi gli chiedeva se si potesse escludere in Italia il verificarsi di attentati come quello che ha colpito ieri la Francia. "Siamo parte dell'occidente che è sotto attacco, ospitiamo il Papa e Roma è stata più volte evocata dal califfo dell'Isis e siamo dunque tra i Paesi destinatari dell'attenzione di questi assassini, anche se non ci sono segnali concreti di progetti di attentati" ha spiegato Alfano, a aggiungendo: "Il nostro livello di allerta rimane altissimo, ma al momento non vi sono segnali di minacce concrete che facciano pensare ad un attentato immediato“.

Ore 10.25 – L'uomo della sparatoria di oggi è in fuga. Contrariamente a quanto riferito dai media locali, il ministro dell'Interno francese Bernard Cazeneuve ha spiegato che l'autore della sparatoria di questa mattina a Montrouge, a sud di Parigi è in fuga. In precedenza alcuni siti francesi avevano riferito che era stato fermato un 52enne di origine africana con precedenti penali. Cazeneuve ha precisato che l'uomo di 52 anni arrestato non è quello che ha aperto il fuoco contro i poliziotti. L'autore dell'assalto invece è scappato su una Clio bianca, che è stata poi ritrovata in un comune vicino. Gli artificieri ora dovranno accertarsi che il veicolo non contenga esplosivi.

Ore 10. 15 – L'Esplosione avvenuta questa mattina a Villefranche sarebbe avvenuta dentro un ristorante. Lo riferiscono i media locali spiegando che il locale si trova vicino ad una moschea.

Ore 10.10 – Sette persone fermate durante i controlli di questa notte. Sono sette in tutto le persone fermate durante i blitz della polizia nell’ambito delle indagini sul tragico assalto alla sede di Charlie Hebdo. Si tratta sia di uomini che di donne, ma la loro posizione è ancora al vaglio degli inquirenti. Durante le operazioni ieri sera perquisito dalla polizia scientifica anche l'appartamento a Reims di Said Kouachi, uno dei due fratelli ricercati per l'attacco a Charlie Hebdo.

Ore 10.00 – In Italia legge anti anti foreign fighter. "Abbiamo pronta una legge per contrastare meglio i foreign fighter", lo ha rivelato il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, in un'intervista a Uno Mattina parlando di quanto accaduto in Francia. "Intendiamo colpire chi vuole andare a combattere nei teatri di guerra, non solo i reclutatori, vogliamo imporre un maggiore controllo di polizia su queste persone ed agire anche sul web, usato da chi si radicalizza" ha spiegato Alfano, sottolineando però che "Bisogna dividere i criminali che hanno agito a Parigi dalla religione. Un conto è la libera professione di una fede, un altro è tenere in ostaggio Dio per scopi criminali. Quelli che agiscono in questo modo prendendo a pretesto Dio sono bestie". "In Italia abbiamo censiti 53 foreign fighter: conosciamo la loro identità e sappiamo dove si trovano. Non significa che sono 53 italiani, ma che sono passati dall'Italia in partenza o di ritorno" ha poi rivelato il Ministro

Ore 9.50 – Esplosione nei pressi di una moschea a Villefranche. Una violenta esplosione si è verificata questa mattina all'alba nei pressi di una moschea a Villefranche. I vigili del fuoco sono intervenuti sul posto alle 6 e fortunatamente non ci sarebbero feriti. Secondo le prime informazioni, si tratterebbe di un atto doloso e non di un incidente. "Temo che l'episodio sia legata alla drammatica vicenda che si è verificato il Mercoledì" ha detto il sindaco della cittadina Bernard Perrut in riferimento all'assalto a Charlie Hebdo.

Ore 9.40 –  Arrestato l'uomo della sparatoria di stamattina.  È stato arrestato l'uomo protagonista della sparatoria di questa mattina ala periferia di Parigi contro alcuni agenti della polizia municipale. L'uomo, secondo quanto riferisce alcuni media francesi, è un cinquantaduenne di origine africana già noto alle forze dell'ordine, ma non si tratta di uno dei due ricercati per l'attacco a Charlie Hebdo. Secondo le prime informazioni era armato con un mitra e indossava un giubbotto antiproiettile sotto un vestito nero.

Ore 9.30 – Marine Le Pen: "Referendum sulla pena di morte". Dopo l'attacco alla sede di Charlie Hebdo co 12 morti la leader del Front National, Marine Le Pe, chiede il ripristino della pena di morte in Francia attraverso un referendum popolare. "Voglio offrire ai francesi un referendum sulla pena di morte" ha spiegato infatti su twitter Le Pen, aggiungendo: "Personalmente, penso che questa possibilità debba esistere". Sul caso è intervenuto anche il Padre e fondatore del Front National puntando il dito contro "l'immigrazione massiccia e l' abbassamento dei budget militari e della polizia che espongono tutti, Francia ed Europa, a rischi gravi"

Ore 9.15 -Colpiti agenti della polizia municipale – Nella sparatoria di questa mattina sono rimasti feriti due agenti della polizia municipale addetti al traffico che stavano intervenendo sul luogo di un incidente in cui sembra coinvolta una Clio bianca, un'auto simile a quella dei due killer ricercati. Secondo quanto riferisce France Info, sembra che poco dopo le sette un uomo si sia avvicinato alla scena dell’incidente tirando fuori un fucile e facendo fuoco contro gli agenti ferendoli. Uno dei feriti è in gravissime condizioni. Il ministro dell'Interno francese Bernard Cazeneuve ha lasciato d'urgenza il vertice ministeriale in corso all'Eliseo sull'attacco a Charlie Hebdo per recarsi sul luogo della sparatoria. Al momento comunque non emergono legami con l’assalto alla sede di Charlie Hebdo

Ore 8.50 – Sparatoria alle porte di Parigi. Violenta sparatoria questa mattina a Malakoff, alle porte di Parigi. Lo riferiscono i media francesi parlando di almeno due poliziotti feriti. No si sa se ci siano legami con l'attentato di ieri a Charlie Hebdo.

Ore 8.35 – Giallo sul giovane fermato. Il 18enne fermato dalla polizia francese si sarebbe consegnato spontaneamente agli agenti presentandosi in un commissariato della zona dopo aver saputo di essere tra i ricercati vedendo il suo nome circolare sul web. Lo riferiscono i media francesi. Secondo Bfmtv, il ragazzo sarebbe il cognato di uno dei due ricercati e presunti killer della strage di Charlie Hebdo. Alcuni suoi compagni di scuola però gli hanno fornito un alibi affermano che ieri mattina il giovane era regolarmente in classe. Il ragazzo è ancora stato di fermo, ma per il momento gli inquirenti francesi ancora non chiariscono le accuse formulate nei suoi confronti. Del resto il premier francese ha confermato che nella caccia ai due terroristi sono state fermate diverse persone senza però precisarne il numero.

È caccia all'uomo in tutta la Francia per la cattura dei due killer autori della strage alla sede del settimanale satirico Charlie Hebdo da tempo nel mirino degli integralisti per alcune vignette dissacranti su Maometto e la religione islamica.  I tre autori dell'attacco alla sede parigina del giornale, che ha provocato 12 morti e diversi feriti tra cui otto giornalisti, un collaboratore, un addetto alla manutenzione e 2 poliziotti, sono stati già identificati dalla polizia d'oltralpe e uno di loro, il presunto basista, si è già consegnato dopo un tentativo di fuga. Secondo i media francesi si tratterebbe del 18enne Hamyd Mourad che si è consegnato alla polizia a Charleville-Mezières, vicino al confine con il Belgio, durante un blitz delle forze speciali che ha portato anche all'arresto di un familiare dei sospettati. Il 18enne però sarebbe stato solo l'autista del gruppo e non l'autore materiale dell'assalto alla redazione di Charlie Hebdo. I due killer protagonisti dell'assalto a colpi di kalashnikov, che si vedono in alcuni video mentre danno il colpo di grazia ad un poliziotto a terra ferito in strada, sono stati identificati invece dalla polizia francese come i fratelli Said e Cherif Kouachi di 32 e 34 anni.

Chi sono i due killer della strage a Charlie Hebdo

I due killer sono due uomini di cittadinanza francese ma di origine algerina reduci della guerra in Siria dalla quale sembra siano ritornati solo la scorsa estate. A loro la polizia è arrivata grazie alla carta d’identità ritrovata nella Citroen C3 abbandonata durante la fuga vicino alla porte di Pantin, a Parigi. La polizia francese ha già pubblicato le foto segnaletiche dei due assalitori con un appello a chiunque sappia qualcosa per aiutare la loro cattura. "Chérif Kouachi e Said Kouachi sono presumibilmente armati e pericolosi. Invitiamo chiunque abbia informazioni che permettano di localizzarli, a contattare le Autorità al numero verde 0805 02 17 17 oppure al sito www.securite.interieur.gouv.fr" si legge nel manifesto delle autorità francesi. Secondo i media locali i due fratelli sarebbero già entrati nel mirino della polizia in passato in quanto componenti di un gruppo che inviava combattenti estremisti in Iraq. Nel 2008, il più giovane, Chérif, era stato condannato a tre anni di prigione, di cui 18 mesi con la condizionale. Come ha riferito un funzionario della sicurezza Usa alla Cnn, uno dei presunti terroristi della strage alla sede di Charlie Hebdo è conosciuto anche dalle forze di polizia americane. L'Fbi e le agenzie di intelligence degli Stati Uniti starebbero tracciando le conoscenze dei sospetti alla ricerca di indicazioni tramite contatti, e-mail, post sui social media e altre comunicazioni. Attualmente le ricerche degli autori della strage si stanno concentrando in diversi luoghi della Francia per stringere il cerchio attorno ai due fuggiaschi. Il premier francese Manuel Valls ha spiegato che nella caccia ai due terroristi sono state fermate diverse persone senza però precisarne il numero. Nella notte in effetti sono state numerose le irruzioni da parte della polizia all'interno di case sospette in tutto il Paese.

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