Cappadocia, crolla un camino delle fate all’ingresso del museo di Göreme: due morti e un ferito
Tragedia in Cappadocia, in Turchia, dove una formazione rocciosa conosciuta come ‘camino delle fate' è crollata all'ingresso del Museo all'aperto di Göreme, nella provincia di Nevşehir. Il bilancio è di due persone morte e una ferita. A riferirlo è stato il governatore locale, Hüseyin Kök, spiegando che le forti piogge che hanno interessato la zona avrebbero provocato il distacco della roccia.
L'incidente è avvenuto giovedì 29 ottobre, nei pressi di uno dei luoghi più visitati della Cappadocia. Una parte della formazione è precipitata nella zona in cui si trovavano alcune persone, travolgendole con i frammenti di pietra. Sul posto sono arrivati uomini ddi polizia, gendarmeria e squadre dell'AFAD, l'organismo turco per la gestione delle emergenze, e personale sanitario.
"Abbiamo recuperato i corpi di due persone che hanno perso la vita. Una persona ferita è stata trasportata in ospedale", ha dichiarato il governatore Kök, confermando il bilancio della tragedia. Le operazioni di soccorso sono proseguite nell'area dopo il crollo. Al momento delle prime comunicazioni ufficiali non erano state rese note le nazionalità delle vittime.
Cosa sono i ‘camini delle fate'
I camini delle fate sono formazioni geologiche caratteristiche della Cappadocia, modellate nel corso del tempo dall'erosione delle rocce vulcaniche. Il paesaggio di Göreme, con le sue strutture naturali e gli ambienti scavati nella roccia, è uno dei principali richiami turistici della regione, inserita nel patrimonio mondiale dell'Unesco.
Non è il primo episodio di questo tipo nella zona. Nel settembre 2025, nel quartiere di Gaferli, sempre a Göreme, una porzione di un'altra formazione rocciosa era crollata riversando grossi blocchi sul terreno. In quell'occasione non si erano registrati feriti. Poche settimane prima della tragedia avvenuta oggi, inoltre, erano stati avviati interventi di restauro su cinque camini delle fate considerati bisognosi di manutenzione. Non è stato tuttavia chiarito se la formazione crollata all'ingresso del museo fosse tra quelle sottoposte a controlli o lavori di conservazione.