theresa may

Da poche ore Theresa May è ufficialmente il nuovo primo ministro del Regno Unito. Theresa May è nata nel Sussex 59 anni fa, è figlia di un pastore della Chiesa d'Inghilterra, laureata a Oxford e con una lunga carriera politica alle spalle. Nonostante l'incarico le imponga di guidare il Regno Unito fuori dalla Ue, la May è stata una delle esponenti di spicco favorevoli al Remain. Arrivata a Buckingham Palace verso le 18, l'ex ministro dell'Interno ha formalmente accettato la nomina a nuovo capo del Governo ricevuta dalla Regina Elisabetta II, subito dopo le dimissioni rassegnate pochi minuti prima, nello stesso luogo, dall'ex premier David Cameron. In seguito, Theresa May si è diretta al numero 10 di Downing Street per il suo primo discorso pubblico da nuova premier, accompagnata da marito: "Succedo a un grande premier la cui vera eredità è nell'ambito della giustizia sociale. Seguirò il percorso tracciato da quel modello moderno e vincente. Il mio governo sarà guidato dai bisogni del normale cittadino britannico, non da quelli di pochi privilegiati. Ad esempio, quando affronteremo il tema delle tasse. Farò di tutto perché i cittadini del Regno Unito abbiano più controllo sulle loro vite. Il mio governo combatterà contro la grande ingiustizia per la quale chi è povero è destinato a morire prima", ha detto Theresa May.

"Lasciatemi ricordare una cosa fondamentale: Inghilterra, Scozia, Irlanda del Nord, Galles. Il Regno Unito non è solo un'unione di nazioni, ma è un'unione di cittadini. Guiderò il governo di una nazione, per rendere la Gran Bretagna un Paese al servizio di tutti. Questa sarà la missione del mio governo. Andiamo incontro a un grande cambiamento a livello nazionale. Noi accettiamo la sfida. La Gran Bretagna avrà un nuovo ruolo, audace e positivo, fuori dall'Ue", ha proseguito, concludendo, il nuovo premier inglese.

Subito dopo l'accettazione dell'incarico, la May ha formato il nuovo governo che dovrà guidare il Regno Unito nella fase di transizione verso la Brexit: nuovo Cancelliere dello Scacchiere è stato nominato Philip Hammod, ex ministro degli Esteri durante il Governo Cameron. Agli Esteri, invece, la May ha tirato fuori un nome che ha subito fatto scalpore e prodotto numerose polemiche: Boris Johnson, l'ex sindaco di Londra, nonché esponente a favore della Brexit che subito dopo la pubblicazione dei risultati ufficiali del referendum aveva fatto un passo indietro – tanto da spianare la strada alla premiership della May – ora avrà un ruolo di primo piano nelle fasi di negoziato con l'Unione europea.

Altro euroscettico al governo sarà David Davis, 67 anni, segretario di Stato per l'uscita dall'Unione europea – ruolo creato ad hoc dalla May. E poi, ancora: Liam Fox, ex ministro della Difesa, sarà il nuovo capo del dicastero per il Commercio estero, mentre Amber Russ, ex ministro dell'Energia, ricoprirà la carica di ministro dell'interno. Tra giovedì e venerdì arriveranno le altre nomine e la squadra di Governo sarà completa e secondo le prime indiscrezioni, sarà costituita per metà da donne. Subito dopo la nomina, sono arrivate le congratulazioni da parte dei capi di governo di tutto il Mondo: dalla Casa Bianca, da Vladimir Putin, Matteo Renzi, Angela Merkel e anche dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker che ha auspicato di "lavorare insieme al più presto per l'uscita del Regno Unito dall'Unione".

Poco prima di lasciare definitivamente la scena politica, David Cameron ha ringraziato Theresa May e dichiarato: "Il numero 10 di Downing Street è stato la nostra casa. Lascio un Paese molto più forte, un deficit calo, un'economia in crescita. Ora andrò a Buckingham Palace per dare le dimissioni alla Regina. Faccio i miei migliori auguri a Theresa May, che possa negoziare le migliori condizioni per l'uscita dell Gb dalla Ue". "Un pensiero a tutte le famiglie che hanno perso qualcuno per la nostra difesa. Come premier ho cercato di rafforzare la nostra comunità, non è stato facile, le nostre politiche hanno molti aspetti diversi e i temi affrontati sono molto scottanti e forti. Voglio ringraziare quanti mi hanno sostenuto, è stato un grande privilegio servire il Paese come premier per sei anni e per undici come leader dei conservatori. Vi voglio bene. Auguro tanto successo a questo Paese, che amo tanto", ha concluso Cameron.