Boss tradito dal tifo, arrestato mentre vedeva la partita Messico-Croazia

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Il boss del narcotraffico messicano, Fernando Sanchez Arellano, arrestato mentre seguiva nel suo covo una partita della sua nazionale ai mondiali di calcio.

La passione per il calcio, ma soprattutto per la sua nazionale impegnata nei campionati mondiali in Brasile, è stata fatale per Fernando Sanchez Arellano, uno dei boss del narcotraffico più potenti del Messico. L'uomo infatti è stato arrestato dalla polizia messicana proprio mentre era intento a seguire una partita della formazione messicana contro la Croazia valida per il girone A dei campionati mondiali di Calcio. Quando gli agenti hanno fatto scattare il blitz con una irruzione nel suo covo, il boss era intento a guardare la partita con tanto di maglietta della nazionale messicana e il volto dipinto a strisce rosso-verdi come tanti altri tifosi. Così infatti è stato fotografato in manette circondato dai poliziotti appena dopo il blitz e l'arresto. Il boss era considerato il capo del cartello Arellano-Felix, uno dei più potenti cartelli della droga messicani che fino a qualche anno fa controllava l'area di Tijuana. La potentissima organizzazione criminale però negli ultimi anni era stata decimata dalle guerre tra cartelli che hanno insanguinato e continuano a insanguinare il Paese americano.

Il boss tifoso di calcio

L'avanzata del cartello avversario dei Sinaloa aveva offuscato negli ultimi tempi la figura criminale di Fernando Sanchez Arellano che però continuava a gestire parte del narcotraffico in Messico e ad essere considerato uno dei sei boss più pericolosi del Paese. Fino a qualche mese fa anche gli agenti speciali antidroga statunitensi ritenevano il boss, detto l'ingegnere,  "quasi un fantasma". Però il boss tifoso ha continuato a gestire le sue attività illecite e quando è stato arrestato aveva addosso 100mila dollari in contanti. Arellano non ha opposto resistenza e si è consegnato ai militari, ha potuto esultare per la vittoria del Messico sulla Croazia e il passaggio del turno ai mondiali da una cella del carcere.

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