Boeing, il tecnico era in ferie: così il portellone del volo Alaska Airlines si è staccato in volo

Il 5 gennaio 2024 il volo Alaska Airlines 1282, un Boeing 737 Max 9 partito da Portland e diretto a Ontario, in California, fu costretto a un atterraggio d’emergenza appena sei minuti dopo il decollo. A quasi cinquemila metri d’altezza, un pannello della fusoliera si staccò improvvisamente dall’aereo, lasciando un’apertura proprio in corrispondenza di un’uscita di emergenza. A bordo c’erano 174 passeggeri e 6 membri dell’equipaggio. Fortunatamente, non ci furono feriti. Ma quell’episodio avrebbe potuto trasformarsi in tragedia.
Diciassette mesi dopo, la National Transportation Safety Board (NTSB) ha tracciato un quadro inquietante su quell'incidente. Secondo l’agenzia statunitense, la causa dell’incidente va cercata in una serie di negligenze diffuse e sistemiche, la più clamorosa delle quali riguarda l’incapacità del team di manutenzione incaricato della riparazione del pannello pochi mesi prima, nel settembre 2023. In quel momento, dei 24 tecnici presenti, solo uno possedeva le competenze necessarie per effettuare correttamente l’intervento. E proprio in quei giorni si trovava in vacanza all’estero.
Il compito di rimuovere e reinstallare il pannello – un tappo metallico da 28,5 kg che chiude lo spazio dove può essere installata un’uscita d’emergenza supplementare – fu affidato a personale non qualificato, che operò senza seguire i protocolli di sicurezza. I tecnici lasciarono il pannello senza quattro fondamentali bulloni, quelli che avrebbero dovuto impedirne il movimento verticale. Ne sarebbe bastato anche uno solo per evitare il distacco in volo, hanno confermato gli esperti.
Durante l’udienza pubblica convocata dalla NTSB, la presidente Jennifer Homendy ha dichiarato: “Un incidente come questo non accade per colpa di un singolo individuo, né di un piccolo gruppo. È frutto di una lunga catena di fallimenti sistemici”. Secondo il rapporto, Boeing non ha garantito che le operazioni di manutenzione fossero condotte da personale formato, né ha vigilato sul rispetto delle procedure tecniche. Ma anche la Federal Aviation Administration (FAA), l’ente che dovrebbe supervisionare la sicurezza del trasporto aereo, è finita nel mirino. “Ho molte domande su dove fosse la FAA mentre tutto questo accadeva”, ha tuonato Homendy.
In seguito all’incidente, la FAA ha bloccato per ispezioni 171 dei 209 Boeing 737 Max 9 in servizio nel mondo, tutti dotati dello stesso pannello difettoso. L’evento ha riportato al centro dell’attenzione i problemi strutturali di qualità che da anni affliggono la produzione Boeing, già scossa dai due disastri aerei del Max 8 in Indonesia e in Etiopia.
Boeing ha espresso “rammarico” per l’accaduto e ha promesso di rafforzare gli standard di qualità. Ma il danno alla reputazione è profondo. Quello che poteva essere evitato con una semplice vite – o con un tecnico al posto giusto – ha rivelato una falla ben più ampia: un’intera organizzazione che ha perso il controllo della sicurezza.