Barcellona, rilasciato anche il secondo dei 4 arrestati. Uno dei terroristi si pente

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Salh El Karib, il gestore dell’internet-cafè di Ripoll, è stato scarcerato con la concessione della libertà vigilata. Intanto continua la collaborazione del 21enne Mohamed Houli Chemlal che avrebbe chiesto perdono dicendosi pentito di quanto fatto.
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Dopo la decisione di rilasciare Mohamed Aallaa, l'uomo proprietario dell'auto usata dai terroristi per l’attacco di Cambrils in cui è morto anche il fratello ucciso dalla polizia, i giudici spagnoli nelle scorse ore hanno rilascio anche il secondo dei quattro arrestati per la strage di Barcellona. Si tratta di Salh El Karib, il gestore dell'internet-cafè di Ripoll, località di residenza di gran parte dei presunti membri della cellula terroristica islamica. L'uomo era accusato dalla polizia locale di aver dato appoggio logistico al gruppo ospitando incontri nel suo locale e soprattutto di aver coperto, attraverso la sua impresa, uno scambio di danaro con il Marocco da parte della cellula terroristica.

A differenza di Aallaa, però l'uomo non è completamente libero ma è stato sottoposto al provvedimento di libertà vigilata e dovrà presentarsi ogni settimana alle autorità di polizia in attesa che la sua posizione venga definitivamente chiarita dalle indagini degli inquirenti. Il suo coinvolgimento nella vicenda era stato già ritenuto diverso rispetto agli altri due che restano in carcere durante la prima udienza dei quattro arrestati in Tribunale. Per lui infatti il giudice aveva deciso di prolungare di altre 72 ore il fermo in attesa della nuova perquisizione del suo locale e dell'abitazione da parte della polizia  da cui però non sarebbe emerso nessun altro elemento aggiuntivo a suo carico. L'uomo avrebbe sostenuto che il passaggio di denaro è un servizio che offre abitualmente a tutti i suoi clienti. Per questo infine è arrivata la decisione della scarcerazione. L'uomo comunque resta indagato nell'inchiesta per omicidio con finalità terroristica.

Restano in prigione Driss Oukabir, l'uomo transitato anche per l'Italia, a Viterbo, e Mohamed Houli Chemlal. Prorpio quest'ultimo, secondo quanto scrive el Pais, si sarebbe detto pentito di quanto fatto e per questo da giorni starebbe collaborando attivamente con gli inquirenti per ricostruire l'intera vicenda. Il giovane 21enne che non ha partecipato direttamente agli attacchi di Barcellona e Cambrils perché rimasto ferito nell'esplosione del covo di Alcanar, avrebbe chiesto "perdono" dicendosi "pentito"  davanti al giudice e per darne prova ha reso un'ampia confessione alla polizia sui piani del gruppo jihadista.

Anche in base alle sue dichiarazioni, la polizia di Barcellona prosegue l'inchiesta. I Mossos d'Esquadra hanno comunicato che è stata accertata anche l'identità dell'ultimo terrorista morto il cui corpo è stato trovato nel covo di Alcanar distrutto dall'esplosione. "Concluso il processo di identificazione legale, attraverso il Dna, della seconda persona trovata morta nella casa di Alcanar. Adesso sono stati tutti identificati" si legge nel comunicato che non rivela l'identità dell'uomo.  Secondo i media spagnoli, però, si tratta di Youssef Aalla, fratello Said, ucciso a Cambrils dalla polizia, e dello scarcerato Mohamed.

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