
Gli aggiornamenti dalla guerra tra Iran, Usa e Israele: le ultime notizie di oggi, domenica 21 giugno, in tempo reale. JD Vance, vicepresidente degli Stati Uniti, è arrivato a Lucerna per l'inizio dei negoziati con i leader di Teheran volti a limitare il programma nucleare iraniano e a consolidare l'accordo di pace. Ieri l'Iran ha annunciato di aver richiuso la navigazione di Hormuz dopo la violazione del memorandum Iran-Usa da parte dell'esercito israeliano con una serie di raid nel Libano del sud. Ministro israeliano Smotrich: "Resteremo per anni in Libano"; almeno sette civili uccisi dall'Idf nel sud del Paese.
Iran, in Svizzera il tema centrale dei colloqui sarà il Libano
Gli Stati Uniti non sono stati in grado di garantire un cessate il fuoco in Libano e questo sarà il tema centrale nell'incontro in Svizzera: lo riporta l'agenzia Irna citando il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei, secondo cui saranno discussi anche altri temi, come le deroghe per la vendita del petrolio iraniano e lo sblocco degli asset iraniani congelati.
Media Iran: "Lo Stretto di Hormuz resta chiuso in risposta agli attacchi israeliani in Libano"
L'agenzia iraniana Fars ha citato una fonte militare secondo cui, domenica, lo Stretto di Hormuz resta chiuso e la Marina delle Guardie Rivoluzionarie non ha autorizzato il transito di alcuna nave fino a nuovo ordine. Stati Uniti e Iran avevano concordato un cessate il fuoco di 60 giorni per negoziare un accordo di pace, ma sabato i Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno dichiarato chiuso lo Stretto di Hormuz in risposta agli attacchi israeliani in Libano. L'esercito statunitense ha tuttavia affermato che le navi commerciali continuano a operare. Lo riporta Reuters.
Nel pomeriggio prima riunione congiunta tra Iran, Stati Uniti, Qatar e Pakistan
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Baghaei, ha dichiarato che l'incontro di Bürgenstock durerà un giorno e che nel pomeriggio si terrà una riunione congiunta tra Iran, Stati Uniti, Qatar e Pakistan. Lo riferisce l'agenzia Irna.
Crosetto: "Cacciamine italiani pronti a intervenire se ci sarà autorizzazione del Parlamento"
"Dal punto di vista della Difesa e da quello militare siamo assolutamente pronti, ogni missione di questo tipo richiede una preparazione, un'organizzazione non irrilevante. Le navi sono già a Gibuti, i cacciamine, per cui pronti ad intervenire qualora ci fosse l'autorizzazione parlamentare e ci fossero le condizioni che abbiamo richiesto per intervenire". Lo dice, in relazione alla situazione dello stretto di Hormuz, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, intervenendo alla trasmissione di Radio 24, il ‘Caffè della domenica'. "Il percorso però per arrivarci non è così breve perché non basta l'accordo firmato tra Stati Uniti e l'Iran", ha affermando il ministro ricordando che occorre garantire "una cornice di sicurezza". "Noi non mandiamo navi per fare una guerra, ma mandiamo navi per fare una operazione umanitaria di sminamento, quindi non preparate ad affrontare qualcuno che magari ti attacca o ti percepisce in modo ostile", ha aggiunto.
Croetto: "L'Iran non cambierà in un mese"
"Siamo abituati, purtroppo, negli ultimi anni ad avere una serie di alti bassi nei rapporti internazionali, a maggior ragione nei rapporti tra gli Stati Uniti o altri paesi e l'Iran. Non è facile, non sarà facile anche questo memorandum sottoscritto qualche giorno fa non è la fine di un percorso che sarà ancora molto lungo". Lo afferma il ministro della Difesa Guido Crosetto nel corso della trasmissione ‘Caffè della domenica' su Radio 24 "L'Iran non cambierà in un mese e la comunità internazionale, non soltanto gli Stati Uniti e Israele, non possono accettare – aggiunge il ministro della Difesa – che ci sia una nazione che ha come compito principale o come obiettivo principale quello di distruggere altre nazioni, che abbia tra le sue metodologie quelle di creare organizzazioni terroristiche all'interno di altri paesi, cioè che abbia un atteggiamento che nulla ha a che fare, diciamo, con le regole che le nazioni si sono date per convivere tra di loro. Per cui il percorso sarà difficile e tutti lavoriamo perché ogni volta che un filo viene tagliato lo si riannodi il giorno successivo".
Atterrato in Svizzera il premier pakistano Shehbaz Sharif
Il premier pakistano, Shehbaz Sharif, è atterrato a Zurigo, da cui si dirigerà al Burgenstock sul lago di Lucerna per partecipare come mediatore ai colloqui tra Usa e Iran. Sharif ha pubblicato su X un video del suo arrivo ed è stato preceduto dal capo di Stato maggiore Asim Munir, giunto poco prima
Crosetto: "Legame con gli Usa solidissimo, non ho capito atteggiamento di Trump"
"Il legame nostro con gli Stati Uniti non dipende dai governi, dai presidenti del Consiglio, è profondo e solidissimo. L'atteggiamento di Trump di questi giorni non l'ho capito anche perché mi sembrava da ciò che avevo visto in televisione che non ci fosse alcun problema nei rapporti con l'Italia". Lo afferma il ministro della Difesa Guido Crosetto nel corso della trasmissione ‘Caffè della domenica' su Radio 24. "I rapporti che ho con gli Stati Uniti, anche in queste ore, sono sempre assolutamente normali e non sono cambiati, non sono mutati, compreso quelli con l'ambasciatore americano in Italia con cui i rapporti sono ottimi e penso sia anche lui in grande difficoltà in questi giorni", ha aggiunto.
Iran agli Usa: "Rispettare l'accordo o subirne le conseguenze economiche"
Teheran non accetterà un accordo sulla carta a meno che Washington non rispetti pienamente i suoi impegni. Lo ha dichiarato Mohammad Mokhbar, consigliere e assistente della Guida Suprema iraniana, alla vigilia dei colloqui in Svizzera. In un post su X, Mokhbar ha affermato che gli Stati Uniti comprendono la pressione in termini economici. "Gli americani comprendono meglio il linguaggio dell'economia e del rapporto costi-benefici", ha scritto. "Se l'accordo rimane solo sulla carta, anche il flusso di energia in Medio Oriente si fermerà", sostiene Mokhbar. "I nostri negoziatori non saranno soddisfatti se non con la piena attuazione degli impegni e il rispetto dei diritti della nazione", ha aggiunto. Mokhbar ha anche ricordato le vittime del conflitto, affermando che l'Iran non le dimenticherà.
Vance: "Speriamo in progressi sul nucleare e sul cessate il fuoco in Libano"
"Dobbiamo continuare" a gestire la situazione fra Israele e Libano. Lo ha detto il vicepresidente JD Vance partendo per la Svizzera, dove parteciperà ai colloqui con l'Iran. Affermando che può stare solo uno o due giorni, secondo quanto riportato dai media americani, Vance si è augurato che ci siano progressi sul dossier del nucleare e sulla tregua in Libano. "Queste sono le due cose su cui penso siamo concentrati. Sono sicuro che gli iraniani avranno dei temi su cui vogliono parlare", ha messo in evidenza.
Israele continua a bombardare il Libano: almeno 7 morti
Continuano gli attacchi israeliani sul Libano meridionale. Cinque persone, tra cui un bambino e una donna, sono morte in un raid sulla città di Sohmor, nella valle della Beqa occidentale, riferisce il ministero della Salute di Beirut. Due persone di nazionalità palestinese sono invece perite in un attacco che ha colpito Rashidieh, nel distretto di Tiro.