Guerra tra Iran, Usa e Israele

Le notizie del 21 giugno sulla crisi in Iran

Le news di domenica 21 giugno sulla guerra Iran-USA. I negoziati per raggiungere un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran sono iniziati a Burgenstock, in Svizzera, sul Lago di Lucerna. La giornata è stata segnata da forti tensioni dopo nuove minacce del presidente americano Donald Trump.

21 Giugno 2026 , 09:09 ultimo aggiornamento 21 Giugno 2026 - 23:12
A cura di Eleonora Panseri , Davide Falcioni , Gabriella Mazzeo
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Le notizie di domenica 21 sulla guerra tra Iran, Usa e Israele. Le trattative per raggiungere un accordo di pace duraturo tra Stati Uniti e Iran sono iniziate a Burgenstock, località nel cuore della Svizzera, sul Lago di Lucerna, scelta come sede del primo negoziato diretto ad alto livello tra le due parti dopo mezzo secolo di ostilità. La giornata, tuttavia, è stata segnata da forti tensioni dopo nuove minacce del presidente americano Donald Trump.

22:48

Axios: "Fra Usa e Iran progressi su Hormuz, in Svizzera si è parlato di nucleare"

Gli Stati Uniti, l'Iran e i mediatori hanno parlato in Svizzera dello Stretto di Hormuz e sono sono stati fatti "buoni progresso su questo fronte". Lo riporta Axios citando un diplomatico americano, secondo il quale i colloqui di oggi si sono concentrati anche su tutti gli elementi dell'accordo sul nucleare.

22:36

Media Usa: "Colloqui andranno avanti fino a notte fonda"

Un diplomatico statunitense impegnato nelle negoziazioni in Svizzera ha fatto sapere al corrispondente di Axios che si aspetta che i colloqui con l'Iran e i mediatori di Pakistan e Qatar "proseguano fino a notte fonda".

22:11

Iran, il ministro della Difesa israeliano: "Nessuna intenzione di ritirarci dal Libano"

"Israele non ha alcuna intenzione di ritirarsi dal Beaufort, che è parte integrante della zona di sicurezza in Libano ed essenziale per la difesa degli insediamenti della Galilea e delle forze dell'IDF. Come il primo ministro Netanyahu e io abbiamo chiarito, Israele non si ritirerà dalla zona di sicurezza in Libano". Lo scrive su X il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz.

21:50

Netanyahu: "In Iran create le condizioni per futuro cambio di regime"

Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele è riuscito a "creare le condizioni" per un futuro eventuale cambio di regime in Iran. Lo riporta il ‘Times of Israel‘. Netanyahu è intervenuto al JNS International Policy Summit di Gerusalemme, sottolineando che Israele "ha decapitato la leadership del regime terroristico, distrutto la loro industria missilistica, messo fuori combattimento la loro marina, messo fuori combattimento la loro aviazione, attaccato le loro industrie militari, attaccato i loro ponti".

21:29

Guerra in Iran costata al Pentagono circa 40 miliardi dollari

La guerra con l'Iran è costata al Dipartimento della Difesa statunitense circa 40 miliardi di dollari, secondo le stime preliminari di una prossima analisi del Center for strategic and international studies (Csis), secondo quanto riporta la Cnn.

La cifra comprende il costo delle munizioni impiegate, delle attrezzature distrutte e dei danni subiti dalle basi militari, ma non include i costi operativi già incorporati nel bilancio del Pentagono per l'anno fiscale 2026, superiore a mille miliardi di dollari, secondo quanto ha spiegato Mark Cancian all'all-news.

Secondo le stime preliminari del centro studi, oltre al dipartimento della Difesa, il conflitto ha comportato circa un miliardo di dollari di costi aggiuntivi per altre agenzie federali, tra cui il dipartimento per la Sicurezza interna e quello dei Veterani. L'impatto si è fatto sentire anche sui consumatori americani.

Durante gran parte della guerra il prezzo medio della benzina è salito da meno di 3 dollari a gallone a oltre 4 dollari. Secondo un monitoraggio dei costi energetici realizzato dalla Brown University, ogni famiglia americana ha speso in media oltre 253 dollari in più rispetto a quanto avrebbe pagato in assenza del conflitto.

21:12

Cnn: "In corso dialoghi informali per la ripresa dei colloqui Iran-Usa"

I negoziati tra Stati Uniti e Iran sono in una fase di stallo, ma non ancora conclusi. Lo ha riferito alla Cnn una fonte iraniana in contatto con la delegazione a Bürgenstock, in Svizzera. Secondo la fonte, sono in corso dialoghi informali per far sì che le parti diplomatiche riprendano i colloqui.

20:54

Netanyahu: "Non faccio ciò che dice Trump, ma gli interessi di Israele"

"Negli Stati Uniti dicono che il presidente Trump faccia tutto ciò che gli chiedo, e in Israele dicono che io faccio tutto ciò che lui vuole che io faccia. Beh, nessuna delle due affermazioni è vera. Siamo leader di Paesi indipendenti e orgogliosi. Noi difendiamo i nostri interessi. Io difendo gli interessi di Israele e la sua sicurezza".

Lo ha dichiarato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, intervenendo al Jns Internation Policy Summit. "Spesso siamo d'accordo, a volte no, ma rispettiamo la sovranità, la leadership e l'impegno reciproco nei confronti dei nostri popoli", ha aggiunto.

20:39

Fonti delegazione Teheran: "Quasi completato accordo su esenzione sanzioni petrolio"

È quasi completata una bozza di accordo per una esenzione provvisoria dalle sanzioni Usa sulla vendita di petrolio e derivati del petrolio iraniana e sarà presto attuata, ha reso noto Hossein Ghorbanzadeh, economista della delegazione di Teheran in Svizzera, citato dalla Fars.

Il nucleo centrale dell'accordo è basato su cinque punti, porre fine alla guerra su tutti i fronti, sollevare il blocco, riaprire lo Stretto, l'esenzione temporanea, e il rilascio degli asset iraniani congelati, ha spiegato. Il negoziatore ha inoltre spiegato che i punti dell'accordo non saranno attuati fino a che non sarà risolta la questione della guerra in Libano.

Una fonte iraniana citata da Cnn spiega che i negoziati sono in stallo ma non terminati, ancora, a causa delle minacce di Trump. È in corso un dialogo dietro le quinte per riavviare i negoziati, aggiunge la fonte.

20:17

Da lunedì transitati 25 milioni di barili di petrolio da stretto di Hormuz

Oltre 25 milioni di barili di petrolio iraniano hanno attraversato la "linea del blocco virtuale" dello Stretto di Hormuz da lunedì scorso. Lo ha dichiarato alla televisione di Stato il direttore della Compagnia petrolifera nazionale iraniana, Hamid Bovard.

19:32

Iran, diplomatico ad Axios: "La delegazione iraniana non ha lasciato colloqui"

Un diplomatico americano che partecipa ai colloqui ha dichiarato ad Axios che "gli iraniani non hanno lasciato il tavolo" e che "i colloqui tra loro e gli Stati Uniti continuano". Nelle scorse ore i media avevano riferito che la delegazione di Teheran aveva abbandonato il luogo dei colloqui per protestare contro le affermazioni del presidente Usa Trump.

19:15

Iran, Ghalibaf: "USA pensino prima di fare dichiarazioni, noi pronti a rispondere"

Il capo negoziatore iraniano, il Presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, avverte Donald Trump sollecitandolo a "pensare due volte alle sue dichiarazioni: le nostre forze armate sono pronte a rispondere in modo diverso. Indipendentemente dal loro contenuto, siamo noi ad avere l'iniziativa", ha sottolineato. "Non pensano che se le loro minacce avessero un qualsiasi effetto non avrebbero raggiunto lo stato di disperazione in cui si trovano?", ha quindi aggiunto.

19:08

Netanyahu: "Non accetteremo compromessi su armi nucleari, non possono averle"

Israele non accetterà compromessi sulla necessità di impedire che l'Iran acquisisca armi nucleari, né sul mantenimento della pressione nei confronti di Hezbollah in Libano. Lo ha detto il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, parlando ad un evento organizzato in occasione del 50esimo anniversario dalla morte di suo fratello Yoni. "Per quanto riguarda l'Iran: indipendentemente dagli sviluppi diplomatici, non gli permetteremo di acquisire armi nucleari. Finché sarò il premier di Israele questo non accadrà", ha affermato.

18:59

Iran, media: "Programma nucleare non discusso nei colloqui"

I media statali iraniani affermano che il programma nucleare non è stato discusso nei colloqui odierni con gli Stati Uniti in Svizzera. "Nessun negoziato riguardante il programma nucleare iraniano ha avuto luogo durante il primo round di colloqui, durato 80 minuti", hanno dichiarato le emittenti, aggiungendo che l'attenzione si è concentrata sull'attuazione del memorandum d'intesa tra Teheran e Washington e sulla situazione in Libano. La televisione di stato iraniana ha riferito di una pausa nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, mediati da Pakistan e Qatar in Svizzera, senza precisare quando riprenderanno.

18:48

Pasdaran: "Stop negoziati se Israele non lascia il Libano"

L'Iran sospenderà i negoziati a quattro in Svizzera se Israele non lascerà il Libano. La minaccia è arrivata dall'agenzia iraniana Tasnim, vicina ai Pasdaran. "In caso di mancato rispetto del punto 1 dell'accordo di Islamabad tra i presidenti degli Stati Uniti e dell'Iran, ovvero la fine della guerra su tutti i fronti compreso il Libano, e la garanzia della sovranità e dell'integrità territoriale del Libano, qualsiasi negoziato tra l'Iran e gli Stati Uniti su tutte le altre questioni sara' sospeso", si legge.

18:37

Iran, ora colloqui bilaterali con Qatar: incerti quelli a quattro

Secondo quanto riportato dalla televisione di stato iraniana, in Svizzera sono iniziati i colloqui bilaterali tra le delegazioni di Teheran e del Qatar, a seguito della conclusione del primo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran, mediati da Pakistan e Qatar. "Non è ancora chiaro se i colloqui quadrilaterali proseguiranno o si interromperanno", ha affermato la televisione di Teheran.

18:25

Media Iran: "Pausa nei colloqui per consultazioni interne"

Il primo round di colloqui tra Iran e Stati Uniti in Svizzera, con i mediatori di Pakistan e Qatar, si è interrotto per "consultazioni interne". Lo affermano i media iraniani tra cui Irna e Isna.

18:06

Ghalibaf ai negoziati con la spilla sulla strage della scuola di Minab

"Minab168". È la scritta sulla spilla che il capo negoziatore iraniano, il presidente del Parlamento Mohammed Ghalibaf, ha indossato ai colloqui con gli Stati Uniti, in ricordo delle vittime del bombardamento della scuola elementare femminile di Minab. Nell'attacco condotto da Usa e Israele, il più letale del conflitto, morirono 168 persone, soprattutto bambine di età compresa tra i 7 e i 12 anni. La stessa scritta campeggiava anche sull'aereo di Stato con cui Ghalibaf e tutta la delegazione sono arrivati in Svizzera. "Ritengo che i bambini oppressi di Minab e tutti i cari martiri dell'Iran stiano guardando ogni mia singola azione e condotta in ogni momento", ha scritto Ghalibaf su X con una sua foto di fronte all'aereo, dopo l'atterraggio a Zurigo. "Ci e si aspettano qualcosa da noi", ha sottolineato.

17:48

Governo libanese: "4.106 morti e 12.153 feriti dal 2 marzo"

Secondo un bilancio aggiornato del ministero della Salute pubblica libanese, almeno 4.106 persone sono state uccise e 12.153 ferite dall'inizio dei combattimenti tra Israele e Hezbollah, il 2 marzo. Tra le vittime, si contano 383 donne, 251 bambini e 135 operatori sanitari.

17:40

Pezeskhian: "Missili fuori dai negoziati per cambio della linea Usa"

I negoziati non verteranno sui missili iraniani dopo che gli Stati Uniti hanno cambiato idea. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, mentre in Svizzera hanno preso il via i primi colloqui tecnici tra Washington e Teheran, mediati da Pakistan e Qatar, dopo la firma del Memorandum d'intesa nei giorni scorsi. Secondo Pezeshkian, "in passato gli Stati Uniti chiedevano negoziati sui nostri missili ma poi hanno cambiato posizione. Il cambiamento di approccio nei nostri confronti è il risultato del sacrificio delle nostre forze nell'esercito e nelle Guardie Rivoluzionarie, e della nostra unità nazionale".

17:38

Si è conclusa la prima tornata di colloqui tra Iran, Stati Uniti, Pakistan e Qatar in Svizzera

Si è conclusa la prima tornata di colloqui tra Iran, Stati Uniti, Pakistan e Qatar in Svizzera. Lo riportano media iraniani. La televisione di Stato iraniana aveva parlato in precedenza di una pausa nei lavori dopo 80 minuti di riunione.

17:34

Netanyahu: "Restiamo nel Libano del sud per proteggere il nord di Israele"

"Mi impegno qui, sulla tua tomba, Yoni, e mi impegno davanti a voi, cittadini: lo Stato di Israele non sarà un episodio passeggero nella storia del nostro popolo. Difenderemo con fermezza i nostri interessi vitali. Rimarremo nella zona di sicurezza nel Libano meridionale per tutto il tempo necessario a proteggere i preziosi residenti del nord e tutti i cittadini dello Stato. In qualità di Primo Ministro di Israele, sono fermamente determinato su questo punto e nulla lo cambierà". Lo ha detto Benjamin Netanyahu durante la commemorazione del fratello, l'eroe d'Israele tenente colonnello Yonatan (Yoni) Netanyahu, nel 50mo anniversario della sua caduta in servizio ( il 4 luglio 1976 durante l'operazione di liberazione degli ostaggi a Entebbe, in Uganda). "Abbiamo ottenuto risultati straordinari e non vi rinunceremo. Per quanto riguarda l'Iran: qualunque siano gli sviluppi politici e diplomatici, non permetterò all'Iran di dotarsi di armi nucleari. Finché sarò Primo Ministro di Israele, questo non accadrà. A questo sacro obiettivo ho dedicato la mia vita sin dal giorno della tua caduta, Yoni", ha aggiunto il premier.

17:18

Trump vorrebbe far intervenire la Siria nel Libano del Sud contro Hezbollah

Trump, riporta l’emittente americana Fox News, starebbe valutando di mettere la Siria in condizione di intervenire nel Libano meridionale contro Hezbollah. L’esercito israeliano non è in grado di “fare nulla” senza “abbattere edifici”, ha dichiarato oggi Trump all’emittente parlando della guerra in Libano, sottolineando di essere deluso dal fatto che Israele non riesca a “sradicare” Hezbollah.

16:57

Idf: "Tregua fragile quindi sempre pronti a intervenire"

Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) definiscono "fragile" il cessate il fuoco tra Israele e Libano, mantenendo un "alto livello di prontezza" per la ripresa dei combattimenti. Il capo di stato maggiore delle Idf ha dichiarato che il cessate il fuoco tra Israele e Libano è stato definito "fragile", motivo per cui "dobbiamo mantenere un alto livello di prontezza" per la ripresa delle operazioni di combattimento, l'eliminazione delle minacce e una rapida transizione alla ripresa delle operazioni, se necessario. "Tutte le risorse delle Idf sono allocate a questa missione", ha aggiunto, alla luce del rifiuto di Israele di ritirarsi dalla zona di sicurezza controllata dall'esercito israeliano nel Libano meridionale, a seguito dell'accordo di cessate il fuoco raggiunto venerdi' tra Israele e Hezbollah.

16:33

Herzog: "Vogliamo pace con il Libano ma Iran ci ostacola con Hezbollah"

"Martedì, Israele e Libano riprenderanno un altro ciclo di colloqui a Washington per raggiungere un accordo di pace, ma un accordo di pace tra Israele e Libano non può essere raggiunto se l'Iran ha così tanta influenza e cerca di intromettersi nel conflitto in Libano attraverso un'organizzazione terroristica riconosciuta come tale, il suo alleato Hezbollah. Deve essere chiaro che l'Iran non può essere coinvolto in Libano, perché altrimenti indebolisce la leadership libanese, che vuole fare la pace con noi, e noi vogliamo fare la pace con loro". Lo ha detto il presidente israeliano Isaac Herzog in un'intervista a Fox News, come riportato in una nota dall'ufficio del capo dello Stato. "Lo dico al mondo intero: come si può pensare di raggiungere la pace tra Israele e Libano quando Hezbollah sta di fatto prendendo il controllo del Libano? Qualcuno deve fare il lavoro. Purtroppo, tocca ai nostri soldati. Non vedo nessun altro che possa farlo, a meno che non si arrivi a una soluzione diplomatica che chiarisca che Hezbollah va disarmato e privato della sua capacità di ostacolare il processo di pace". Rispetto alle tensioni con l'amministrazione Usa, Herzog ha aggiunto che "esiste un dialogo costruttivo tra Israele e gli Stati Uniti, a tutti i livelli. Possiamo avere delle divergenze. Sollevare preoccupazioni è assolutamente legittimo, perché noi, Israele, siamo in prima linea in questa guerra".

16:18

Media Iran: "Nessuna foto degli incontri a 4 in Svizzera"

Iran e Stati Uniti si parlano per la prima volta da molto tempo in Svizzera, con la mediazione di Pakistan e Qatar. Ma nessuno vedrà le immagini dei negoziatori attorno allo stesso tavolo. A chiarirlo è stata l'agenzia iraniana Isna. "In base agli accordi e alle intese precedenti, non sarà diffusa alcuna foto o video sui colloqui a quattro e alle sessioni di dialogo all'hotel di Buergenstock", ha riferito. La delegazione iraniana è guidata dal presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, e con lui c'è anche il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi. Per gli Usa sono arrivati in Svizzera il vicepresidente JD Vance, l'inviato speciale di Donald Trump, Steve Witkoff, e suo genero Jared Kushner. A fare da mediatori sono invece per il Pakistan il premier Shehbaz Sharif e il capo di Stato maggiore Asim Munir, e per il Qatar il primo ministro Mohammed al-Thani.

16:00

Trump: "Israele non ha sconfitto Hezbollah. Siria avanti"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato a Fox News di essere deluso dal fatto che Israele non abbia ancora "allontanato" Hezbollah in Libano, suggerendo che la Siria potrebbe entrare in azione per farlo. In merito alla guerra in corso in Libano, il capo della Casa Bianca ha affermato che le Forze di Difesa Israeliane (Idf) non possono fare nulla senza demolire edifici. Infine Trump ha detto di essere vicino a dare al presidente siriano Ahmed al-Sharaa il potere di entrare nel Libano meridionale per combattere Hezbollah.

15:24

Trump: "Possiamo prenderci Hormuz se necessario e imporre pedaggi"

"Se l'Iran non raggiungerà un accordo, riscuoteremo pedaggi nello Stretto di Hormuz". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Fox, senza escludere che gli Stati Uniti possano prendere il controllo dello Stretto. "Potremmo farlo, se necessario", ha aggiunto sottolineando che gli Stati Uniti potrebbero diventare i ‘Guardian Angel' dello Stretto e prendersi il 20% del petrolio.

14:53

Pakistan, Turchia, Arabia Saudita ed Egitto chiedono rapidi progressi tra Usa e Iran

I ministri degli Esteri e gli inviati di Pakistan, Turchia, Arabia Saudita ed Egitto, hanno sollecitato "rapidi progressi" nei colloqui tra Stati Uniti e Iran mentre i negoziati sono in corso in Svizzera. In una dichiarazione congiunta, i ministri hanno chiesto una "rapida e positiva conclusione" dei negoziati tra Usa e Iran, volti a raggiungere una soluzione alle questioni in sospeso che sia "duratura, verificabile e reciprocamente accettabile".

14:36

Incontro tra Pakistan, Egitto, Arabia Saudita e Turchia su situazione Iran

Il ministero degli Esteri pakistano ha annunciato l'apertura al Cairo della riunione ministeriale R-4, che ha riunito i ministri degli Esteri di Pakistan, Egitto, Arabia Saudita e Turchia. In un post su X, il portavoce Tahir Andrabi ha dichiarato che i ministri si sono incontrati "in un formato ristretto" per parlare dell'attuazione del Memorandum d'intesa di Islamabad e delle aree prioritarie di cooperazione. I Paesi, spiega Andrabi, hanno ribadito "il loro impegno per il dialogo, la diplomazia e la responsabilità regionale nell'affrontare le sfide comuni". Andrabi ha concluso affermando che Pakistan, Arabia Saudita, Turchia ed Egitto collaborano per una regione più pacifica, stabile e connessa".

14:02

Grossi (Aiea) partecipa ai colloqui tecnici in Svizzera

Il capo dell'agenzia nucleare delle Nazioni Unite, Rafael Grossi, prenderà parte ai colloqui tecnici di oggi in Svizzera tra Iran e Stati Uniti, con i mediatori del Pakistan e del Qatar. Lo riferiscevil quotidiano Times of Israel che cita una fonte ben informata, rimasta nell'anonimato. A margine del vertice in Svizzera per negoziare l'accordo tra Stati Uniti e Iran, il capo dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) ha incontrato il ministro degli Esteri svizzero, Ignazio Cassis.

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