La madre di un bimbo disabile di 4 anni rimasto gravemente ferito in un asilo di Auckland, in Nuova Zelanda, dice che suo figlio “è troppo spaventato per tornare in classe” e vuole “risposte precise” su ciò che gli è successo. Masua Tusa soffre di una paralisi cerebrale ed è costretto a muoversi su una sedia a rotelle. Mentre si trovava al Manurewa West Kindergarten mercoledì scorso ha subito gravi ferite al viso, tra cui gravi escoriazioni nella zona del naso, dalla fronte e dalla guancia. La polizia e il Ministero della Pubblica Istruzione stanno entrambi indagando. Sua madre Milly ha detto a Checkpoint di aver appurato che suo figlio era rimasto ferito solo quando è andata a prenderlo all’asilo come fa ogni giorno e le è stato detto dal personale scolastico che il piccolo era precipitato giù per le scale mentre si trovava sulla sua carrozzina.

Masua di solito aspetta sua madre guardando da una finestra: "Quando mi vede sorride. Mercoledì quando sono arrivata era seduto di fronte al muro, con il suo insegnante accanto. Mi sono accorta subito che c’era qualcosa di strano” ha spiegato Milly. Poi ha visto suo figlio: “Tutta la sua faccia era rossa e sembrava come smarrito. Sembravano ustioni, come se fosse stato trascinato a terra. Aveva anche graffi sulla parte superiore delle labbra e graffi sul naso” ha detto. L'insegnante le ha detto di aver provato “quattro volte” a chiamarla per spiegare cosa era successo. “L’insegnante mi ha detto che era davanti a lui quando è caduto, ma se fosse stato davvero così come avrebbe potuto lasciare che accadesse?" si chiede Milly.

Masua è ancora traumatizzato e imbarazzato dall'incidente. "Emotivamente, non penso che stia andando troppo bene. Gliene ho parlato un paio di volte e tutto ciò che dice è: ‘mamma, insegnante cattivo, mamma, insegnante cattivo’". La donna ha deciso che il bambino non tornerà più alla scuola materna di Manurewa. Il Ministero della Pubblica Istruzione ha confermato le indagini sul caso, per quanto abbia fatto sapere di non aver ricevuto una denuncia formale da parte della famiglia coinvolta. Anche la polizia però starebbe indagando sulla vicenda. "Voglio sapere l'intera storia, quello che loro (l'asilo) mi stanno raccontando è falso. Per il bene di mio figlio, voglio la verità” ha concluso la genitrice.