Attentati a Parigi: fermato un uomo, avrebbe provato a suicidarsi

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Dopo una lunga caccia all’uomo è stato fermato l’attentatore che ha colpito tre giorni fa la sede del quotidiano francese Liberation ferendo gravemente un fotografo. Adbelhakim Dekhar si trovava in macchina, aveva assunto dei medicinali.
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È stato fermato ieri sera, dopo una lunga caccia all’uomo, l’attentatore che per tre giorni ha terrorizzato la capitale francese Parigi. Si tratta di Abdelhakim Dekhar, già coinvolto in un altro caso negli anni ‘90: è lui che ha sparato lunedì scorso alla sede del quotidiano Liberation (dove ha ferito gravemente un fotografo) e poi a La Defense. I sospetti sono stati confermati dall’analisi del Dna. L’arresto dell’attentatore è avvenuto a Bois Colombes, una cittadina poco lontano da Parigi: l’uomo era nella sua macchina in un parcheggio. Avrebbe assunto una forte dose di farmaci, probabilmente per uccidersi. Quando si riprenderà gli verranno notificati i suoi diritti e sarà sottoposto a interrogatorio. L’attentatore è stato individuato grazie alla segnalazione di un cittadino che si è presentato spontaneamente al commissariato di polizia della vicina Courbevoie.

Nel 1994 aiutò i “Bonnie & Clyde” francesi – Abdelhakim Dekhar era stato già condannato nel 1998 per il caso di Florence Rey e Audry Maupin, i nuovi “Bonnie & Clyde”, che nel 1994 seminarono il terrore a Parigi. Lui sarebbe stato il terzo uomo di quella vicenda, quello che fornì il fucile a pompa che consentì alla coppia di giovani di terrorizzare la Francia. Il tribunale lo condannò nel 1998 a quattro anni di reclusione per associazione per delinquere e complicità in rapina. “Dehkar era un uomo estremamente enigmatico, molto intelligente, ma difficile da cogliere fino in fondo”, ha raccontato la sua ex-avvocata, intervistata nella notte da BFM-TV, che l’ha definito anche “un po’ mitomane”.

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