Attentati Parigi, la moglie del kamikaze del Bataclan: “Sono fiera di mio marito”
“Sono così orgogliosa di mio marito e di vantare i suoi meriti, come sono felice”. Sono le parole di Kahina, la moglie, appena diciottenne, di uno dei kamikaze del teatro Bataclan, Samy Amimour, in una serie di lettere inviate a un’amica dalla Siria e analizzate dagli investigatori, di cui ‘Le Parisien‘ ne ha pubblicato i contenuti. La ragazza si dice “fiera” di quello che il marito ha fatto (ricordiamo che nel corso degli attentati di Parigi, i morti al teatro furono 89), e addirittura scrive di “invidiarlo” perché ha potuto morire da martire. “Sei scioccata dagli attentati? Uno dei kamikaze del Bataclan, era mio marito Samy Amimour, si è fatto esplodere… e tu vuoi sempre continuare a pavoneggiarti sulla Panam?”, scrive provocatoria in una mail datata 16 novembre, tre giorni dopo il massacro.
Kahina avrebbe incontrato Sami nel 2013, quando era ancora una studentessa, su un pullman della Ratp (Régie autonome des transports parisiens) guidato dal futuro kamikaze. Per un periodo si sarebbe sentiti solo online, poi quando Amimour partì per la Siria nel mese di settembre dello stesso anno, la giovane lo raggiunse per sposarlo. Si stabilirono a Raqqa, in Siria, la roccaforte dei jihadisti, prima di andare a vivere a Mosul, in Iraq. In una mail del 18 novembre, Kahina assicura che era a conoscenza degli attentati fin “dall’inizio”. Dalle sue parole, si capisce come la giovane si totalmente asservita all’ideologia Daesh, il sedicente Stato Islamico: “La vita, non è la pace, pace, pace, amore e baci. Tu ci uccidi, noi ti uccidiamo, tu ci combatti, noi ti combattiamo (…). Finché continuerete a offendere l’Islam e i musulmani sarete potenziali bersagli, non solo i poliziotti e gli ebrei, ma tutti quanti”.