Attentati in Francia, l’Algeria avvisò di un attacco imminente

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Secondo i media francesi l’Algeria avvisò gli 007 francesi di un attacco imminente il 6 gennaio.

A poche ore dall’uccisione degli attentatori di Charlie Hebdo dopo un blitz delle forze speciali, i francesi continuano a chiedersi cosa non abbia funzionato nel sistema di sicurezza e dell'intelligence perché, come ha ammesso lo stesso primo ministro Manuel Valls, "Quando ci sono 17 morti, ci sono stati degli errori". I dubbi però crescono ancora di più dopo la notizia che dall'Algeria sarebbe arrivata un'allerta per un imminente attacco terrorista il giorno prima della strage. A dare la notizia è la tv francese iTelé che parla di fonti francesi e nordafricane. “Il 6 gennaio i servizi segreti algerini hanno contattato i loro omologhi francesi avvertendoli che una massiccia operazione terroristica stava per avere luogo” ha spiegato infatti il caporedattore Lucas Menget. La notizia comunque per il momento non ha avuto nessuna conferma ufficiale, ma sarebbe solo l'ennesima conferma che qualcosa non abbia funzionato a dovere.

Critiche alle leggi antiterrorismo

Da giorni infatti ci si chiede come gli attentatori siano riusciti a compiere un simile gesto visto che erano soggetti a rischio e ben conosciuti anche all'estero vista la loro presenza sulle black list dei voli di Gran Bretagna e Usa. Un particolare che non va sottovalutato perché le autorità americane inseriscono in quelle liste tutti i terroristi noti o fortemente sospettati. Tutti e tre gli attentatori, i fratelli Kouachi e Amedy Coulibaly, del resto erano anche noti ai servizi dell'antiterrorismo francese che secondo indiscrezioni li tenevano d'occhio. In tanti inoltre in queste ore oltre a chiedersi come gli 007 francesi abbiano potuto sottovalutare queste persone, hanno messo in discussione le attuali leggi contro il terrorismo, ritenendole poco adeguate e chiedendo di adeguarle ai nuovi metodi di attacco.

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