La vittima Paola Tacacho e il magistrato Juan Francisco Pisa
in foto: La vittima Paola Tacacho e il magistrato Juan Francisco Pisa

Il magistrato Juan Francisco Pisa, finito nella bufera per non aver dato seguito alle denunce per stalking di Paola Tacacho, 32 anni, uccisa dal suo stalker lo scorso 31 ottobre, è finito sotto inchiesta per inadempienza, per non aver preso le adeguate misure in difesa della donna, che aveva presentato ben 13 denunce nei confronti di quello che poi sarebbe diventato il suo femminicida. "Ora ha 15 giorni per spiegare alla Commissione di vigilanza perché ha agito in quel modo prima che venga destituito" dice Ana, la sorella della vittima, che ieri ha marciato insieme alla famiglia a Salta, per chiedere giustizia per il barbaro assassinio dell'insegnante originaria di Tucumán. Le segnalazioni contro il giudice riguardano una sentenza che ha emesso nel 2017, quando ha archiviato le denunce della professoressa Paola Tacacho, nonostante l'imputato avesse violato l'ordinanza del tribunale che vietava di avvicinarsi alla donna in ben due occasioni.

Salta, marcia contro il femminicidio
in foto: Salta, marcia contro il femminicidio

La sfortuna di Paola è stata quella di essersi imbattuta in un giovane studente ossessivo e violento, Mauricio Parada Parejas, con il quale non ha mai avuto una relazione. Dal loro incontro al Mark Twain College, nel 2015, Parada Parejas  ha cominciato a perseguitarla online, sui social network, obbligandola a chiudere tutti i suoi account e offline, in strada, a scuola, in palestra. Paola era costretta a cambiare ogni volta percorso per andare a lavoro o ad allenarsi, purtuttavia, anche adottando queste misure di autodifesa, veniva sempre rintracciata e pedinata dal suo stalker.

Mauricio Parada Parejas in uno dei suoi appostamenti
in foto: Mauricio Parada Parejas in uno dei suoi appostamenti

Gli ultimi cinque anni di vita vissuti sotto questa persecuzione, sono stati per Paola un vero martirio. La giovane insegnante di inglese aveva sporto ben 13 denunce, senza ottenere alcuna misura a propria tutela. L'ultima azione legale della giovane vittima per cercare di fermare il suo stalker risaliva allo scorso maggio ed era una causa per danni contro Parada Parejas e la sua famiglia, alla quale la giovane imputava di aver negato i disturbi mentali del giovane, impedendo che venisse curato. La causa, inoltre, era stata intentata da Paola anche contro lo Stato, che a suo dire non aveva ‘alzato un dito' per proteggerla.

Sabato 31 ottobre 2020, al ritorno dalla palestra, Paola è stata sorpresa dal suo molestatore. Dopo aver tentato la fuga, è stata braccata, raggiunta e finita con sei pugnalate sotto casa, nel quartiere di San Miguel de Tucuman.