"Domani sottoscriverò a nome del Pd il manifesto ‘Siamo europei' di Carlo Calenda. Ho condiviso la scelta con Nicola Zingaretti, Maurizio Martina e Roberto Giachetti: il Pd dunque ne assume i contenuti". Ad annunciarlo è Matteo Orfini, presidente del Pd e attuale reggente del partito. "Iniziamo da qui per lanciare la sfida ai populisti. Nei prossimi giorni incontrerò i segretari regionali per avviare il percorso e convocherò un tavolo con i parlamentari europei e italiani per elaborare il contributo programmatico con il quale il Pd affronterà la sfida". Ma ha specificato che l'annuncio non è in alcun modo collegato con l'esito delle elezioni regionali in Abruzzo, dove il candidato del centrosinistra Giovanni Legnini è arrivato secondo, conquistando il 31,28% dei voti. Un risultato importante, visto che ha ottenuto ben 10 punti percentuali in più della candidata del M5S Sara Marcozzi."Era una cosa a cui stavo lavorando da qualche giorno – ha sottolineato – e dunque non è legato all'esito delle elezioni abruzzesi".

Anche Maurizio Martina è soddisfatto della decisione: "Bene che si sia compreso che #SiamoEuropei è iniziativa utile. Per il Pd e per l'alternativa. Mai avuto dubbi #fiancoafianco", ha scritto suTwitter il candidato alla segreteria del partito. E ancora, intervenendo a Zapping a Rai Radio 1: "Noi dobbiamo organizzare una risposta unitaria in vista delle elezioni europee di maggio. Io voglio sfidare sulla sovranità perché penso che l'unica sovranità che garantisca gli italiani, a differenza di quello che dice Salvini, sia quella Europea. Per questo penso che bisogna aprire, lavorare a una lista unitaria a cui possono concorrere tutte le forze che vogliono un'Europa diversa, che non si rassegnano al progetto di dissoluzione di Di Maio e Salvini. Su questo la proposta di Calenda va nella direzione giusta".

L'ex ministro dello Sviluppo Economico ha commentato Twitter: "E questa è una gran bella notiziaper ‘Siamo europei' e per il Pd", ringraziando poi, a nome dei firmatari del manifesto, Orfini e i tre candidati in corsa per le primarie del 3 marzo, Zingaretti, Martina e Giachetti. Il progetto vuole essere prima di tutto anti-sovranista, coinvolgendo in una lista unitaria tutte le forze europeiste. Calenda sulle elezioni in Abruzzo era intervenuto questa mattina: "Troppi distinguo e perdite di tempo. Inizio a pensare che forse va davvero costruito qualcosa di nuovo lasciando il vecchio centro sinistra e cespugli vari al loro destino", Poco dopo, però, aveva ammorbidito un po' i toni: "Legnini ha fatto un grande lavoro. E se posso dire dimostra che ci vuole un fronte che vada oltre il Pd. Perché un risultato così alle europee cambierebbe radicalmente e positivamente lo scenario politico italiano".

Carlo Calenda può quindi vantare un primo obiettivo raggiunto, e cioè l'aver coinvolto il Pd. Quando aveva da poco lanciato il suo manifesto, in un'intervista su Repubblica aveva spiegato "Il mio manifesto è rivolto al Pd, innanzitutto. E poi il manifesto è rivolto a +Europa di Emma Bonino e ‘Italia in comune' del sindaco Federico Pizzarotti ma soprattutto agli italiani. L'obiettivo del manifesto è quello di utilizzare il tempo da qui al 21 marzo, data indicata da Prodi come grande festa europea, per moltiplicare le adesioni su tutto il territorio italiano e fare partire una mobilitazione tra i cittadini".

Non voleva essere un progetto alternativo al Pd, anzi aveva chiarito subito che lo scopo era quello "di unire il Pd e altre forze dietro una idea. Non farei mai una scissione, né inaugurerei un partito personale: io sono iscritto al Pd. Resto nel Pd, ma il Pd non basta".