Da oggi, 1° luglio, inizia il semestre di presidenza della Germania al Consiglio europeo. In questi mesi le priorità di Berlino si concentreranno sulla risposta comunitaria alla crisi economica innescata dalla pandemia di coronavirus: in particolare sul raggiungimento di un accordo entro l'estate. Per i prossimi 17 e 18 luglio è previsto un Consiglio europeo straordinario: ma se anche in quell'occasione non si trovasse un'intesa, il piano per la ripresa rischierebbe di arrivare troppo tardi. Ieri la cancelliera tedesca Angela Merkel ha telefonato al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: al centro della conversazione il Next Generation Eu, cioè la proposta della Commissione per uscire dalla crisi, e il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale. Il giorno prima Conte ha sentito anche il primo ministro olandese, Mark Rutte, in prima fila tra i Paesi frugali che ancora faticano ad accettare l'idea di aiuti a fondo perduto e di una condivisione del debito emesso per far fronte all'emergenza. Il ministro per gli Affari europei oggi è volato invece a L'Aja, nei Paesi Bassi, per discutere appunto il piano comunitario per la ripresa.

Sono ancora molti i nodi da sciogliere a livello europeo, ma altrettanti rimangono anche sul piano nazionale. Conte cerca di prendere tempo, tra i continui rifiuti del Movimento Cinque Stelle all'utilizzo del Meccanismo europeo di stabilità, e le pressioni del Partito democratico a chiedere al più presto queste risorse. Nei giorni scorsi Merkel aveva sottolineato che i fondi del Salva Stati non erano stati stanziati per rimanere inutilizzati. Dichiarazioni a cui Conte aveva risposto: "I conti li facciamo noi". E, nel frattempo, aveva rimandato la decisione sul Mes a settembre.

Ma nel frattempo le tensioni restano alte. Il ministro degli Esteri ed ex capo politico dei Cinque Stelle, Luigi Di Maio, continua a ribadire: "Gli strumenti ora ci sono e dobbiamo riconoscerlo. Il presidente Conte continua a dire che sarà sufficiente il Recovery Fund e noi abbiamo fiducia nelle sue parole". Il contrario di quanto evidenziato dalla cancelliera tedesca, secondo cui le risorse stanziate nel fondo per la ripresa non sarebbero sufficienti a contrastare la gravissima crisi economica. Come pensano, del resto, gli alleati della maggioranza, che spingono affinché il nostro Paese ricorra al Mes."Tutte le ragioni obiettive portano a dire che non si capisce perché dobbiamo dire di no", commenta a SkyTg24 il deputato dem Piero Fassino. Che aggiunge: "L'atteggiamento del M5s è inaccettabile, non si pianta una bandiera e poi si dice che non ci si muove da lì per ragioni puramente ideologiche. L'argomento che viene addotto sui giornali è che il Movimento si spaccherebbe perché alcuni non sono d'accordo. Vengono prima gli interessi di un Paese o di un partito? In nome di un interesse di partito si sacrifica l'interesse di un Paese. Lo trovo insensato".  Sulla stessa linea Matteo Renzi, che chiede che la questione non sia più rinviata: "È fondamentale chiudere rapidamente la partita del Mes: i 37 miliardi che servono alla nostra sanità e che, per un motivo ideologico, qualcuno vorrebbe buttare via". Infine, secondo il leader di Italia Viva, "ul Mes si inventeranno qualcosa per renderlo digeribile sui giornali. Ma la sostanza è che quei soldi ci servono, punto. E li prenderemo. Questa è politica, non populismo".

Gli scontri non riguardano solo la maggioranza. Anche l'opposizione si è spaccata sul tema. "Rinunciare ai soldi del Mes, che non ha condizioni, sarebbe un assoluto masochismo per noi ed anche un imperdonabile sfregio all’Europa", scrive Berlusconi su Twitter. Matteo Salvini replica: "Per il momento nessuno in Europa vuole il Mes, altri Paesi corrono con i propri soldi. In Italia stiamo parlando da 4 mesi di soldi europei. Che non ci sono". E ancora: "Portino in aula un voto sul Mes e vediamo cosa voterà il Parlamento che è sovrano. Io penso che la maggioranza sia assolutamente a favore dell’interesse nazionale".