Da Eni a Fincantieri, lo Stato vende e “guadagna 12 mld per abbattere il debito”

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Il piano di privatizzazione del Governo Letta. 10-12 miliardi di entrate addizionali, che saranno impiegate per ridurre il debito e ricapitalizzare la Cassa Depositi e Prestiti. Letta: “Andremo avanti col nostro lavoro, ma per alcuni ayatollah europei il rigore non è mai abbastanza”

Le aziende dello Stato sono in vendita. È questo il progetto del governo Letta, annunciato ieri dallo stesso premier al termine del Consiglio dei Ministri nel quale si è deciso di far slittare a martedì il varo del decreto per l’abolizione della seconda rata dell’Imu sulla prima casa. Dal piano di privatizzazioni “dovrebbero entrare 10-12mld di euro” di cui la metà serviranno a ridurre il debito nel 2014 e l'altra parte alla ricapitalizzazione della Cassa depositi e prestiti, ha spiegato Letta. Le società le cui quote saranno messe in vendita sono Sace, Grandi Stazioni, Enav, Stm, Fincantieri, Cdp Reti, il gasdotto Tag, e poi Eni. Per ognuna di essere saranno cedute quote diverse.  "Abbiamo deciso – ha spiegato il premier – di intervenire su alcune partecipazioni dirette e alcune indirette con la cessione di quote non di controllo di società pubbliche, tranne nel caso di Sace che oggi e' in mano alla Cdp e dato che tutte le sue consorelle hanno una presenza privata maggiore di quella pubblica avverrà la stessa cosa per Sace". Il piano di privatizzazioni ha anche come obiettivo l'ottenere più margini di flessibilità con l'Europa per gli investimenti produttivi.  Bruxelles, infatti, dopo aver bocciato la Legge di Stabilità, preme sul Belpaese per la riduzione del debito, attualmente il secondo più grande in Europa dopo la Grecia, al 130% del PIL, prima di poter dare l'ok agli investimenti.

Letta: "Giusto avere i conti in ordine, ma per sul fronte europeo per alcuni ayatollah il rigore non è mai abbastanza" – E a proposito di privatizzazioni e abbattimento del debito, oggi Letta ha spiegato che "bisogna lasciarsi dietro la stagione di rigore ma  una stagione di crescita si deve basare sui conti a posto. Per la prima volta l'Italia dopo molti anni nel prossimo anno avrà sia il debito che il deficit in discesa". Il premier è intervenuto all'assemblea Federcasse di Roma. "Ieri c'è stato un primo pacchetto di misure riguardo le privatizzazioni. Continueremo nelle prossime settimane e mesi" ha quindi detto Letta, chiarendo che il piano di dismissioni andrà avanti. Non ha mancato di lanciare una frecciatina contro l'UE. "Sul fronte europeo – ha detto – per alcuni ayatollah il rigore non è mai abbastanza, ma di troppo rigore l'Europa finirà per morire e le nostre imprese finiranno per morire". Ma anche sul fronte interno "troppi pensano che si possa fare deficit e debito. Noi siamo in mezzo", ha aggiunto.

Da Eni a Fincantieri, le società privatizzate -Andando nello specifico, Letta ha fatto sapere che le attuali dismissioni discusse dal Cdm riguardano Eni, Stm e Enav come partecipazioni dirette, e Sace, Fincantieri, Cdp reti, Tag e Grandi stazioni per quelle indirette. Nel pacchetto di privatizzazioni ci sarà anche “un'operazione per la cessione di quote Eni senza che vada sotto la quota del 30% attraverso un buy back che Eni ha già annunciato di fare e che l’anno prossimo consentirà di avere un 3% di azioni in sovrannumero rispetto al 30% e che venderemo al mercato”, ha detto il presidente del consiglio. A proposito del ‘Cane a Sei Zampe', il Ministro dell'Economia Saccomanni ha spiegato che la cessione della quota è limitata “a quel 3% che risulterà per effetto dell’azione di buy back, quindi la nostra quota di possesso di capitale dell’Eni – ha osservato – risulterebbe accresciuta fino al 33%”. A buy back avvenuto ci sarà una riduzione della base di capitale diffuso e la quota dello Stato salirà automaticamente di circa 3 punti percentuali. A quel punto, sarà possibile disfarsene "e rientrare in una quota più bassa che ci consente di mobilizzare circa 2 miliardi di euro senza scendere al di sotto della quota del 30%” ha detto Saccomanni. Il governo prevede “una dismissione dell’ordine del 60% nel caso della Sace e anche del 60% per le Grandi Stazioni – ha poi precisato -, le altre invece sono di carattere minoritario: il 40% per l’Enav, il 40% della Fincantieri e nel complesso delle privatizzazioni che verranno fatte con la vendita sul mercato di reti in possesso attualmente di Cdp il tasso sarà dell’ordine del 50%".

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