La strada per la richiesta di un prestito fino a 25mila con garanzia statale al 100% per le imprese si fa sempre più complicata. Alcune banche, a partire dalla Popolare di Bari, non sono più in grado di accogliere le domande ed erogare i prestiti introdotti con il decreto liquidità avendo esaurito “il plafond messo a disposizione”. Se la Banca Popolare di Bari comunica l’esistenza del problema, ancora non sembra avvenire lo stesso per altri istituti. Ma le segnalazioni ricevute, come spiega il sottosegretario all’Economia, Alessio Villarosa, a Fanpage.it, sono tante. E riguardano anche altri istituti, come alcune Bcc.

Banca Popolare di Bari: finito il plafond

La Banca Popolare di Bari fa sapere che non può “accogliere ulteriori domande” a causa del fatto che “le richieste hanno superato il plafond messo a disposizione dalla banca”. L’avviso appare sul sito dell’istituto e si legge ancora: “In attesa di valutare una possibile riapertura dei termini, per qualsiasi esigenza potete contattare la filiale di riferimento”. Mentre le istanze pervenute finora “sono in corso di disamina”.

Prestiti a imprese fino a 25mila euro, stop erogazione da banche

Come detto, però, il problema riguarda anche altre banche e non solo quello barese che è attualmente sotto commissariamento. E il problema rischia di diventare ancora più evidente per alcuni territori, in cui alcuni istituti hanno una rilevanza importante. Come potrebbe avvenire a Bari, dove non ci sono tantissime altre banche oltre a quelle più grandi come Unicredit e Intesa Sanpaolo. E il rischio, quindi, è che tutti i clienti della Popolare di Bari si debbano riversare su questi istituti per avere il prestito.

Villarosa a Fanpage.it: serve prestito a lungo periodo

Villarosa comunica anche che altre banche stanno segnalando ai clienti di non poter coprire i finanziamenti a causa dell’esaurimento dei plafond. Per il sottosegretario “l’Italia non può attendere oltre: il sistema bancario nazionale ha bisogno di banche a partecipazione pubblica che svolgono la propria attività bilanciando logiche, criteri e condizioni di mercato con l’interesse pubblico alla tutela della stabilità del sistema economico e produttivo. È un grave errore chiedere alle banche di svolgere attività sociali”.

Difficile pensare a una soluzione immediata per ovviare al problema della mancata erogazione del prestito. Tanto che per Villarosa la soluzione è più articolata: “Serve un prestito a lungo periodo, 30 o almeno 20 anni, attraverso il Medio Credito Centrale, un soggetto pubblico”. L’erogazione deve avvenire senza valutazione, per il sottosegretario all’Economia. Anche perché la cifra attualmente messa a disposizione delle imprese per i prestiti rischia di essere insufficiente. Per questo la proposta di Villarosa è stata condivisa da un gruppo consistente di parlamentari, per esempio quelli che compongono la commissione Attività produttive della Camera. Che hanno presentato un ordine del giorno al decreto Cura Italia che, se venisse approvato, impegnerebbe il governo a inserire questa proposta nel decreto aprile, con uno stanziamento da 20 miliardi.