Il ministero dell'Economia sta lavorando a una revisione della plastic tax in modo da trovare un compromesso con Italia Viva e con il presidente dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, i quali si sono opposti alla misura sugli imballaggi. "Non è corretto dire che facciamo retromarcia, né che chiudiamo la porta a nessuno. Il nostro è un modo serio di procedere: se qualcosa può essere migliorato ci sediamo intorno a un tavolo e studiamo come", avrebbero detto delle fonti del Mef, come riporta l'Huffington Post.

Sul tavolo delle revisioni ci sarebbero quattro proposte: un potenziamento del credito d'imposta, un'implementazione degli incentivi per la riconversione, una rettifica sulle tipologie di prodotti soggetti all'imposta e una nuova revisione delle platea di oggetti su cui ricadrà la stretta. Il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, aveva definito la misura una tassa giusta, anche se aveva ammesso che "occorre modularla bene, per questo sono disposto a parlare con gli operatori, anche per aiutare la riconversione del settore. Dobbiamo ridurre l’utilizzo della plastica monouso. Non possiamo prima applaudire i giovani in piazza per l’ambiente e poi non agire".

Le coperture ricavate dalla misura potrebbero quindi essere inferiori a quanto inizialmente previsto. Al ministero si sta quindi lavorando anche in termini di gettito, che non venire totalmente alterato rispetto al miliardo abbondante di cui si era inizialmente parlato. La misura rivisitata dovrebbe essere inserita in fase emendativa già nel primo passaggio parlamentare.

Allo stesso tempo si stanno rivedendo anche alcuni passaggi sulla tassa alle auto aziendali. Sempre secondo Huffington Post, delle fonti di via XX settembre avrebbero affermato: "Non è possibile chiedere la riconversione immediata al primo gennaio. Bisogna dare il tempo per adeguarsi senza che diventi una misura iniqua". Ci sarebbe quindi in cantiere una proroga: l'imposta verrebbe applicata subito alle auto nuove, ma ci sarebbero in campo delle modifiche sui tempi per le vetture già esistenti. Italia Viva si era opposta duramente anche alla misura sulle auto aziendali, tanto da aver fatto partire una raccolta firme a sostegno della petizione contro il provvedimento.