La crisi metteva paura sei mesi fa e continua a spaventare oggi. Questo è quanto riferisce, in estrama sintesi, la ricerca del Centro studi di Unimpresa, che ha rilevato che negli ultimi 12 mesi nei conti correnti degli italiani sono stati accumulati 37,5 miliardi in più rispetto al 2016. Le famiglie hanno deciso di conservare 19,1 miliardi di euro in un anno, ossia il +2,08% rispetto all'anno precedente. Come loro, anche le imprese, i cui fondi sono cresciuti di circa 13 miliardi (+6%). Le attività familiari hanno hanno accresciuto di oltre 2 miliardi (+4%) i propri fondi, di 1 miliardo le riserve di assicurazioni (+7%) e altrettanto le onlus (+3%). In un anno i conti correnti hanno raccolto oltre 62 miliardi, passando da 936 a 999 miliardi di euro.

Secondo Maria Concetta Cammarata, vicepresindente di Unimpresa, "a frenare consumi, investimenti e credito sono rispettivamente la paura di nuove tasse, l'assenza di certezze sul futuro", assicurando poi che "i dati sono in linea con quelli diffusi dall'Istat relativi al commercio al dettaglio, in calo nell'ultimo anno". In particolare, le statistiche del report di Unimpresa sono state redatte sulla base dei dati di Bankitalia, tra i quali spicca quello relativo al totale dei depositi, passati da 1.261,4 miliardi del 2016 a 1.299,02 miliardi dell'anno successivo, evidenziando dunque un incremento di 37,5 miliardi (+2,98%). Secondo l'interpretazione avanzata dall'associazione di micro, piccole e medie imprese, data dalla sua vicepresidentessa Cammarata, "i dati mostrano che le disponibilità finanziarie delle aziende e delle famiglie italiane sono congelate. Se i cittadini accumulano per timore di nuove tasse, le imprese non investono perché non hanno fiducia nel futuro".