Ocse: ripresa al rallentatore per l’Italia. E cresce la disoccupazione

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Fuori dalla recessione, ma a passo lento e con un tasso di disoccupazione ancora in crescita. E’ questa la fotografia scattata dall’organizzazione parigina al nostro Paese. Tra le misure indicate come più urgenti, la riduzione delle tasse sul lavoro.

Il debito pubblico salirà ancora in rapporto al Pil e per assicurarne una rapida discesa, potrebbero essere necessarie nuove misure di aggiustamento. E' quanto sostiene l'Ocse nel suo "Economic Outlook", che se da una parte sottolineo come il nostro Paese stia uscendo dalla recessione e registrerà una crescita nei due prossimi anni, dall'altra evidenzia che "la fiacchezza dell’economia resterà grande". A fare da propellente dovrebbe essere l'export: "Il ritorno alla crescita è sostenuto dalle esportazioni, che dovrebbero accelerare ulteriormente nei prossimi due anni grazie all’aumento della domanda estera", afferma l'Organizzazione parigina "la domanda interna prenderà slancio durante il 2014 in coincidenza con l’inversione di tendenza degli investimenti". Il lato positivo, secondo l'Ocse, riguarda "gli investimenti e, di conseguenza, il Pil" che "potrebbero riprendersi in modo più robusto del previsto, soprattutto se il piano di rimborso dei debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese riuscirà a dare un impeto sostanziale all'economia, piuttosto che il modesto impatto incluso in queste previsioni".

Pil rivisto al ribasso per il 2013- Guardando ai numeri, l’Ocse prevede un rapporto deficit/Pil pari al 3% Pil nel 2014, poi giù al 2,8% nel 2014 e al 2% nel 2015. Il debito però, anche a causa della debolezza dell’economia, appare orientato a salire – stima l’organizzazione di Parigi – dal 145,7% del Pil nel 2013 al 146,7% del Pil l’anno successivo, per poi ripiegare al 146,1% del Pil nel 2015 "Il generale miglioramento del deficit è stato sostanziale nel 2013 e il rapporto deficit/Pil del 3% che verrà probabilmente raggiunto nel 2013 riflette l’appropriato funzionamento degli stabilizzatori automatici", si legge nell’outlook, "tuttavia, con il rapporto debito/Pil ancora in crescita nel 2014 e nel 2015 serve un consolidamento fiscale almeno pari a quanto programmato". L'Italia resta l'unico Paese del G7 ancora in recessione.

Ridurre le tasse sul lavoro – L'organizzazione parigina prevede che nel nostro Paese, sebbene sia prevista una ripresa dell'economia, la disoccupazione nei prossimi due anni "é destinata a restare alta, in quanto é probabile che l'impatto della crescita della domanda si traduca inizialmente in un aumento dell'orario di lavoro medio delle persone già occupate". Il tasso di disoccupazione italiano salirà infatti nel 2014 al 12,4% dall'attuale 12,1%, per poi scendere al 12,1% nel 2015. In tal senso, l'Ocse invita il Governo ad avere più coraggio e a ridurre le tasse sul lavoro con "un'ulteriore riduzione delle tasse sul lavoro (Italia ultima in Europa) che dovrebbe essere parte di una coerente riforma fiscale complessiva"

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