Le tre sorelle del rating nel mirino della Procura di New York
Tempi duri per le sorelle americane del rating. Se qualche giorno fa il fulmine si è abbattuto su Standard & Poor's tirata in ballo nientemeno che dal Dipartimento della Giustizia USA (oltre che da diversi stati americani), ora, dal piedistallo, sembrano scendere anche le altre due agenzie: il procuratore generale dello stato di New York, Eric Schneiderman, ha infatti ufficialmente aperto un'indagine nei confronti di Moody's, Fitch e la stessa S&P. A scriverlo è il Wall Street Journal, il quale precisa che a distanza di cinque anni dalla crisi finanziaria che ha messo inginocchio gli Stati Uniti (seguita al fallimento di Lehman Brothers il 15 settembre 2008), i magistrati hanno iniziato a nutrire sospetti in merito a quelle stime un po' troppo elevate assegnate dai tre colossi del rating a tutta quella trafila di derivati sui mutui poi crollati, rovinando moltissimi investitori. E quindi, quanta parte ebbero le tre agenzie, se la ebbero, nella Great Recession? Certo è ancora presto per poter dire se la mossa della procura di NYC si tradurrà in accuse formali di truffa. Eppure, i soli rumors di qualche giorno fa sull'esposto per frode dell'amministrazione Obama nei confronti di S&P hanno portato alla flessione dei titoli Moody’s nelle contrattazioni after-hour, dove arrivano a perdere il 3%. Da quando è stata annunciata l'azione legale contro Standard & Poor’s, Moody’s pur non essendo neanche nominata ha perso il 15%. Standard & Poor’s il 25%. In realtà le indagini su Moody's sarebbero nelle fasi iniziali e questo perché le autorità USA stanno dedicano maggiori attenzione al caso S&P, come scrive la Reuters. Sorprende, peraltro, il dito puntato anche contro Fitch, finora rimasta fuori delle critiche.
Ad ogni modo, le tre sorelle del rating non sono più blindate come prima.