La spesa viaggia al doppio dell’inflazione. Codacons, stangata di 248 euro a famiglia
L'inflazione è cresciuta dello 0,2% su base mensile a gennaio; l'incremento annuo è risultato pari allo 0,7%, come a dicembre, dato che risulta anche il più basso dal novembre 2009. La stabilità della dinamica dei prezzi è confermata dall'Istat, che spiega: "A determinare la stabilità dell'inflazione sono, da un lato, l'accelerazione della crescita tendenziale dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti e l'ulteriore riduzione della flessione di quelli dei beni energetici non regolamentati, dall'altro, i rallentamenti delle dinamiche inflazionistiche di gran parte delle rimanenti tipologie di beni e servizi, il più marcato dei quali interessa gli alimentari freschi", dice l'istituto nazionale di statistica. "L'inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, sale all'1% dallo 0,9%. Al netto dei soli beni energetici l'inflazione resta invece stabile all'1%".
Cresce invece dell'1,3%, quasi il doppio dell'inflazione, l'"indice grocery", che raccoglie i prezzi dell'insieme dei prodotti classici, dalla pasta allo shampoo, da busta del supermercato o della drogheria. Non solo cibo, quindi, ma tutto quanto può servire nelle faccende domestiche, dai detersivi ai prodotti per l'igiene personale (dal dentifricio al deodorante), compresi i prodotti di bellezza, come le diverse creme. L'Istat rende nota anche la variazione mensile dell'indice "grocery"‘ (+0,3%).
Una stangata annua pari a 234 euro per una famiglia di tre persone e a 248 per una di quattro componenti. E' quanto sostiene il Codacons, guardando ai dati dell'Istat sull'inflazione. L'associazione dei consumatori chiede al Governo ulteriori liberalizzazioni. "Con il crollo dei consumi in atto, l'inflazione non dovrebbe nemmeno essere bassa, ma negativa. I prezzi, insomma, dovrebbero scendere, se ci fosse un libero mercato". Per questo il Codacons auspica che "il prossimo Governo faccia le liberalizzazione, misure a costo zero per il Governo che possono però ridurre le spese obbligate di famiglie ed imprese, misure – secondo il Codacons – necessarie anche perché l'inflazione della spesa di tutti i giorni, che si fa al supermercato, quella per intenderci che non si può rinviare a tempi migliori trattandosi di beni necessari,è doppia rispetto all'altra. Questo vuol dire aggravare la situazione di chi è già drammaticamente in difficoltà".