La Bce in aiuto dell’Italia: E’ in arrivo il tetto sullo spread?
UPDATE 13.48 – Arriva la parziale smentita da parte della Bce all'ipotesi rilanciata da Der Spiegel del tetto sullo spread: «Ingannevole parlare di scelte neppure ancora discusse dal board» dice la Banca. Una frenata che sicuramente è motivata dalle perplessità espresse dalla Bundesbank, che ritiene che l’acquisto dei titoli di Stato comporti rischi “significativi”, e poi dal governo tedesco sul presunto piano di Mario Draghi: «Il governo tedesco non ne sa niente», ha detto oggi il portavoce di Wolfgang Schaeuble, aggiungendo di ritenere l'ipotesi «teoricamente molto problematica».
La Banca centrale europea vuole frenare la corsa pazza degli spread. Secondo il settimanale tedesco Der Spiegel, Mario Draghi starebbe pensando di fissare limiti alle oscillazioni dei tassi d'interesse dei titoli di Stato dei Paesi della zona euro. Una sorta di tetto agli interessi, oltre il quale scatterebbe l'acquisto di bond delle nazioni in difficoltà (leggi, Italia e Spagna). Lo strumento anti-spread avrebbe tre vantaggi: innanzitutto quello di comunicare ai mercati qual è il livello di rendimento di un Btp o di un Bonos considerato accettabile; quindi impedire agli speculatori di spingere i rendimenti oltre quel livello (anche per questo il tetto previsto dalla BCE rimarrà segreto) ed evitare eccessive difformità nei differenziali di Eurolandia. Inoltre, la Banca centrale vorrebbe restituire più trasparenza agli acquisti di titoli di Stato, rendendo noto il volume dei suoi interventi subito dopo ogni operazione e non solo il lunedì come avviene adesso. Il Consiglio direttivo della Bce potrebbe adottare questo sistema già nei primi giorni di settembre.
Come funzionerà il tetto anti-spread, lo spiega Repubblica:
un Paese alle prese con tassi insostenibili chiede l'intervento del fondo salva-Stati nella funzione anti-spread. Una volta avanzata la richiesta, verrà firmato un Memorandum of understanding tra istituzioni Ue e governo. Ma su questo memorandum ci sarà un negoziato, per evitare quanto successo lo scorso anno quando, dopo l'intervento della Bce, il governo Berlusconi è rimasto inerte. Un passaggio ad alto rischio (da qui la cautela di Monti e Rajoy) perché può avvenire a costo zero, ovvero senza diktat su nuove manovre e tagli spietati, o con condizioni durissime.
Nel frattempo gli occhi dell'Europa sono puntati sulla Grecia. Atene è pronta a varare tagli per 11,5 miliardi, un programma dalla cui attuazione dipenderanno i nuovi finanziamenti internazionali. La maggior parte dei tagli, secondo i media greci, è prevista per i funzionari pubblici e la sanità, ma ad essere toccate saranno anche le pensioni, così come i fondi delle città e dei comuni. «Dobbiamo sopravvivere e rimanere sotto l'ombrello dell'euro, perché è l'unico modo per proteggerci da una povertà che non abbiamo ancora sperimentato»: lo ha dichiarato al settimanale Vima, secondo quanto riporta Bloomberg, il ministro delle Finanze greco, Yannis Stournaras, alla vigilia di quella che sarà un'altra settimana decisiva per le sorti di Atene, con una serie di incontri tra le istituzione elleniche e i principali leader europei, dal presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker alla cancelliera tedesca Angela Merkel.