Istat: il 46,7% dei giovani è inattivo
La crisi occupazionale dell'Italia è pesante, soprattutto per i giovani che ormai sempre più spesso rinunciano attivamente a trovare un lavoro perché sicuri di non riuscirci. Su un totale di 7,7 milioni di giovani tra i 18 e i 29 anni infatti soltanto il 40,3% è occupato, ce lo ha ricordato il presidente dell'Istat Enrico Giovannini nel suo rapporto davanti alle Commissioni bilancio riunite di Camera e Senato dove era in audizione sulla nota di variazione al Documento di Economia e Finanza. Lo stesso Giovannini ha ricordato però anche un altro dato molto importante cioè quello sull'inattività. A fronte di un 13% di giovani che sono alla ricerca attiva di un lavoro ben il 46,7% invece è inattivo. Il numero uno dell'istituto di statistica si riferisce ovviamente all'inattività in generale. Nel numero infatti vengono calcolati anche gli studenti che in realtà rappresentano 6 casi su dieci, mentre "circa un quinto appartiene all'area dell'inattività più contigua alla disoccupazione" cioè non studenti, non occupati né in formazione professionale.
Un giovane su tre ha un contratto atipico – Il tasso di disoccupazione per i giovani dunque, nel primo semestre di quest'anno, ha raggiunto quota 24,4%, con una punta del 39,7% per le giovani donne residenti nel Mezzogiorno, ovvero per la categoria di lavoratori più svantaggiata in assoluto in Italia. Un dato non certo positivo che diventa ancora peggiore se si pensa che sempre più spesso questa disoccupazione è di lunga durata, vale a dire da almeno 12 mesi. Per i giovani occupati invece il lavoro è quasi sempre atipico, per i dipendenti tra i 18-29 anni infatti aumentano sempre di più i contrati a tempo determinato o di collaborazione mentre diminuiscono costantemente quelli permanenti. Nel secondo semestre del 2012 un giovane su tre svolge un lavoro atipico.