Inflazione: le più colpite sono le famiglie povere

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Come spiegano dall’Istat presentando i nuovi indicatori che misurano l’impatto dell’inflazione sulle famiglie suddivise per classi di spesa a subire maggiormente l’aumento dei prezzi sono state le famiglie che spendono di meno.

L'inflazione che negli ultimi anni ha avuto una crescita costante soprattutto a seguito della crisi economica del Paese ha pesato soprattutto sulle famiglie più povere. Lo rivela l'Istat presentando i nuovi indicatori che misurano l'impatto dell'inflazione sulle famiglie suddivise per classi di spesa. Dall'istituto di statistica nazionale spiegano infatti che tra il 2005 e il 2012 i dati segnano un aumento del 20,2% per l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie con la spesa media più bassa, che probabilmente e semplificando coincidono con i nuclei meno abbienti, cioè i più poveri, mentre per le famiglie con la spesa più alta il rialzo dei prezzi è stato solo del 16%. E' evidente quindi che le famiglie con un tenore di vita più alto siano state meno penalizzata dall'aumento dell'inflazione rispetto alle altre.  Questi nuovi dati spiegano dall'Istat fanno parte di un nuovo set di indicatori che "permetteranno di ampliare ulteriormente l'informazione statistica sulla dinamica temporale dei prezzi al consumo, arricchendo di nuovi strumenti di analisi un fenomeno economico di così grande rilievo". Le principali novità sono appunto "la definizione delle sottopopolazioni individuate sulla base del livello della spesa complessiva e non con riferimento a una connotazione sociale specifica; la metodologia utilizzata per il calcolo degli indici, coerente con l'impianto dell'indice armonizzato dei prezzi al consumo; la periodicità del rilascio delle informazioni" che è previsto con cadenza semestrale.

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