Imu: l’80% dei comuni ha aumentato l’aliquota base

Immagine
Secondo i calcoli dell’Osservatorio Uil, quasi l’80% dei comuni ha deciso di aumentare l’aliquota base dell’Imu imposta dal Governo, la stangata soprattutto sulle seconde case.

Ad ottobre è scaduto il termine imposto dal governo ai comuni per poter stabilire l'aliquota dell'Imu sia sulla prima che sulla seconda casa. Nonostante i Caf abbiano chiesto una proroga per il pagamento del saldo dell'imposta sulla casa per problemi tecnici e burocratici, a dicembre ci dovrà pagare il saldo definitivo. In effetti sono ancora tante le amministrazioni comunali che ancora non hanno provveduto a stabilire la loro aliquota rendendo la vita al cittadino ancora più difficile, ma tra coloro che lo hanno fatto circa l'80% l'ha aumentata sulla seconda casa. La stima che arriva dall'Osservatorio della Uil sui servizi delle politiche territoriali e diffusa oggi da Repubblica, calcola in 4146 i Comuni che hanno già approvato e comunicato al ministero dell'Economia le delibere sull'Imu.

Pochi quelli che hanno abbassato l'aliquota base – Come si temeva la maggior parte di loro ha provveduto ad aumentare l'aliquota base per la seconda casa per avere più introiti, circa il 78%, mentre ben pochi, pari al 2%, ha pensato di abbassarla. Un dato atteso purtroppo perché i costi di un'aliquota inferiore a quella  base è tutta a carico dell'amministrazione locale e cioè di tutti i contribuenti. Hanno scelto la via di mezzo circa il 20% dei comuni non modificando l'aliquota base. Un po' meglio è andata sulla prima casa dove solo il 37 % dei comuni che ha già deciso ha aumentato l'aliquota, mentre la maggioranza, paria al 56 per cento ha confermato l'aliquota. Anche qui pochi quelli che l'hanno abbassata, circa il 7 per cento.

Mediamente l'aumento è del 9 per cento in più rispetto all'aliquota base – In generale e sempre secondo i calcoli dell'ufficio studi della Uil, l'aliquota media per l'Imu sulla prima casa è pari al 4,36 per mille, circa il 9 per cento in più rispetto all'aliquota base decisa dal Governo, mentre per la seconda casa l'aliquota media applicata è pari al 9,1 per mille cioè un incremento medio del 19,7 per cento rispetto all'aliquota base. Insomma i sindaci hanno preferito andarci più duro sulle seconde case ma generalmente gli aumenti ci sono per tutti. Tra le città dove è diventato più costoso possedere un'abitazione certamente Roma che guida la classifica sia per le prime che per le seconde case, seguita però a ruota da Milano.

11 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views