Rottamazione di Imu, Tari, bollo auto e multe, domande aperte da oggi: come chiederla e cosa riguarda
A partire da oggi si può chiedere all’Agenzia dell’Entrate-Riscossione la rottamazione di tasse e multe non pagate a Comuni, Regioni e altri enti locali. Questa agevolazione consente al contribuente di saldare alcuni debiti arretrati senza interessi o sanzioni; può riguardare, ad esempio, l’Imu sugli immobili, la Tari sui rifiuti, il bollo auto e le multe stradali.
Per scoprire quali tributi rientrano nella Rottamazione-quinquies, dato che variano in base alla Regione o al Comune a cui sono dovute le somme, bisogna consultare il Prospetto Informativo, che va richiesto all’Agenzia delle Entrate-Riscossione attraverso una procedura online. Poi, sempre tramite il portale dell’autorità, da oggi al 15 dicembre 2026 si può presentare la domanda di rottamazione. Entro il 28 febbraio 2027 l’Agenzia delle Entrate comunicherà l’esito della pratica.
Come richiedere il Prospetto informativo e presentare la domanda online
Per scoprire quali debiti possono essere rottamati, il contribuente può richiedere il Prospetto informativo sul sito dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione. Il documento riporta l'elenco delle cartelle ammesse all'agevolazione e, per ciascuna, l'importo del debito da pagare con la rottamazione. A questa somma possono aggiungersi alcune spese, come quelle di notifica, e gli interessi previsti per chi sceglie di pagare a rate.
Per ottenerlo bisogna accedere all'area riservata del portale con Spid, Carta d'identità elettronica (Cie) o Carta nazionale dei servizi (Cns) e selezionare la sezione dedicata alla Rottamazione-quinquies degli enti territoriali. Dopo aver inviato la richiesta, entro 12 ore si riceve un'e-mail con il collegamento per scaricare il Prospetto; il link resta valido per cinque giorni.
Chi non dispone di queste credenziali può richiedere il documento anche attraverso l'area pubblica del sito, senza effettuare l'accesso. In questo caso bisogna compilare un modulo online, indicando i dati richiesti e allegando un documento di riconoscimento. Dopo la verifica della documentazione, l'Agenzia invierà un'e-mail con il link per scaricare il Prospetto, anche in questo caso entro cinque giorni dalla sua disponibilità.
Una volta individuati i debiti ammessi, si può passare alla domanda di adesione, da presentare attraverso la sezione dedicata del sito dell'Agenzia. Chi accede con Spid, Cie o Cns troverà automaticamente l'elenco dei debiti rottamabili e potrà selezionare quelli che vuole inserire nella richiesta. Bisognerà poi scegliere se pagare tutto insieme oppure dividere la somma in rate. La procedura può essere effettuata anche senza credenziali, attraverso l'area pubblica: in questo caso occorre indicare i numeri delle cartelle che si vogliono rottamare, allegare i documenti necessari per l'identificazione e inserire un indirizzo e-mail al quale ricevere la ricevuta della domanda.
Il termine per completare la richiesta è il 15 dicembre 2026. Presentare la domanda non significa, però, che il debito sia già stato cancellato o saldato: per ottenere definitivamente l'agevolazione bisognerà rispettare il piano dei pagamenti.
Quali tasse e multe si possono rottamare e perché dipende dal Comune o dalla Regione
Le categorie di debiti che possono beneficiare dell’agevolazione sono indicate da una legge nazionale, ma la possibilità concreta di rottamare una specifica tassa o una multa cambia da un territorio all’altro. Infatti, mentre a volte i Comuni e le Regioni gestiscono direttamente il recupero dei debiti, per alcuni tributi si affidano all’Agenzia delle Entrate-Riscossione; la rottamazione per cui si aprono oggi le domande interessa soltanto quelli che rientrano in quest’ultima categoria.
Ad esempio, la legge nazionale permette di rottamare anche la Tari, però chi deve la somma a un Comune che la riscuote direttamente non potrà beneficiare dell'agevolazione. Può farlo, invece, chi ha un debito Tari con un Comune che ne ha affidato il recupero all'Agenzia delle Entrate-Riscossione (tra il 2000 e il 2023), a condizione che l'amministrazione abbia aderito alla rottamazione.
L'Agenzia delle Entrate-Riscossione ha pubblicato un elenco degli enti che hanno dato la loro adesione: sono circa 1.500 amministrazioni. Per le imposte ammesse si paga il debito originario, senza le sanzioni e gli interessi previsti dalla misura. Per le multe stradali resta da pagare la sanzione iniziale: vengono eliminati gli interessi, comprese le maggiorazioni previste per il ritardo, e gli eventuali aggi di riscossione.
Quando si paga la rottamazione: le scadenze delle rate nel 2027
L'Agenzia delle Entrate-Riscossione comunicherà entro il 28 febbraio 2027 l'esito della domanda, l'importo da pagare e le relative scadenze. Chi sceglierà di saldare tutto in un'unica soluzione dovrà effettuare il versamento entro il 31 marzo 2027.
In alternativa, sarà possibile dividere il debito in un massimo di 54 rate bimestrali, cioè una ogni due mesi, distribuite nell'arco di nove anni. Ogni rata dovrà essere di almeno 100 euro. La prima scadrà il 31 marzo 2027, mentre le successive del 2027 andranno pagate entro il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre. Dal 2028 le scadenze saranno fissate al 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ogni anno.
Chi sceglie di pagare a rate dovrà sostenere anche interessi del 3% annuo, calcolati a partire dal 1° aprile 2027. Se non paga due rate, anche non consecutive, oppure non salda integralmente l'ultima rata, perde i benefici della rottamazione. In quel caso tornano dovute anche le somme che erano state eliminate grazie all'agevolazione, mentre quanto già versato viene considerato un acconto sul debito originario.