Gli incentivi per le microimprese in “rosa”, tra nonni-sitter e business angel
Buone nuove per l'imprenditoria rosa e giovanile. Il testo unificato messo a punto dalle commissioni Lavoro e Attività produttive della Camera, prevede una serie di agevolazioni e sconti fiscali per le microimprese di giovane e donne. Si va dagli incentivi per favorire l'impiego dei nonni-sitter, a supporto della mamma-imprenditrice, al lancio dei "business angel", vale a dire "soggetti pubblici o privati" che in cambio di investimenti fino a 250 mila euro in micro imprese in rosa potranno avere in cambio sgravi fiscali. L'obiettivo è venire incontro il più possibile a quelle giovani donne o mamme che hanno deciso di fare impresa in Italia, un paese sempre più vecchio e dove non ci si sposa più. Le commissioni hanno concluso l'esame degli emendamenti e ora si attende l'ok al testo unico da parte della commissione Bilancio.
Il testo per incentivare l’avvio di microimprese di giovani (sotto i 38 anni) e donne è il frutto di 6 proposte di legge (2 Pdl, 1 Pd, 1 Idv, 1 Lega, 1 Udc) e da mandato al governo di adottare «entro un anno dall’entrata in vigore della legge» un decreto legislativo che prevede «criteri e parametri» tutti a favore delle imprenditrici in rosa: nella proposta di legge si legge infatti dell'esenzione «dal pagamento dell'imposta regionale sulle attività produttive per i titolari delle attività di impresa», del «pagamento di un'imposta sostitutiva dell'imposta sul reddito delle persone fisiche», della «non imposizione dell'imposta sul valore aggiunto a titolo di rivalsa», dell'assegnazione di un «credito di imposta nel caso di acquisto di "apparecchiature informatiche"», «l’esonero dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili dagli studi di settore» e, ancora, la possibilità di «portare in deduzione le spese per i corsi di istruzione, formazione e specializzazione professionale e tecnica».
Previsti anche incentivi per i nonni sitter, che saranno facilitati nelle cure parentali attraverso l'aspettativa, corrisposta loro al posto della figlia (e mamma) "micro-imprenditrice". Questa, a sua volta potrà chiedere, entro i tre anni di vita del bambino, «un’indennità di sei mesi» se l’altro genitore o i nonni hanno preso il congedo. Inoltre, nel caso in cui il rapporto di lavoro con la lavoratrice è cominciato nei due successivi alla maternità, «le aliquote contributive e previdenziali e assistenziali previste dalla legislazione vigente siano ridotte nella misura del 75% per i primi 36 mesi, ferma restando la contribuzione a carico della lavoratrice nelle misure previste per la generalità dei lavoratori».