Futuro infausto per i giovani lavoratori: nel 2050 in pensione con meno di 1.000 euro
I giovani lavoratori oggi guardano sempre con maggior apprensione alla pensione. La maggior parte di loro la considera quasi come una sorta di sogno irrealizzabile per il futuro. E i risultati dell'ultimo studio sul tema, nato dalla collaborazione tra Censis e Unipol, contribuiranno certamente ad affliggere chi già considera negativo il sistema previdenziale del nostro paese.
Il 42% dei giovani (25-34 anni) lavoratori dipendenti di oggi andrà in pensione intorno al 2050 con meno di mille euro al mese. In altre parole se nel 2011 gli assegni ammontano a circa due terzi dell’ultimo stipendio, a partire dal 2040 scenderanno drasticamente fino alla metà, e solo in parte verranno compensati dalle (eventuali e comunque a pagamento) polizze integrative. È quanto emerge dai risultati del primo anno di lavoro del progetto "Welfare, Italia. Laboratorio per le nuove politiche sociali", in cui viene spiegato che in Italia il 31,9% dei giovani lavoratori guadagna mensilmente una cifra inferiore ai 1.000 euro e tale dato si rifletterà sull'importo della pensione pubblica, in quanto "in molti si troveranno ad avere una pensione pubblica più bassa del reddito di inizio carriera", si legge nel rapporto.
Una previsione che paradossalmente riguarda i "più fortunati", cioè i 4 milioni di giovani oggi ben inseriti nel mercato di lavoro con contratti standard. Peggio, infatti, andrà ai lavoratori autonomi, a causa della finestra mobile che obbliga ad attendere sei mesi in più rispetto ai lavoratori dipendenti prima di incassare il primo assegno previdenziale. Ma chi davvero non ha da rallegrarsi sono artigiani e commercianti, il cui importo pensionistico diminuirà al 31,8%, più della metà. Per non parlare degli oltre 2 milioni di giovani che non studiano né lavorano."Negli ultimi tempi – si legge nella ricerca – il dibattito sulle pensioni si è sterilizzato perché i conti degli enti previdenziali sono stati rimessi in ordine. Ma a soffrire in futuro saranno i conti delle famiglie: quanti oggi possono dire con serenità: mi godrò la pensione " futuro
Ma c'è di più. Se riflettiamo sul fatto che, stando alla manovra varata dal governo, l’età pensionabile per le donne aumenterà sempre di più, sarà davvero complicato che gli assegni previdenziali possano mantenere lo stesso potere d’acquisto di oggi, anche con l'apporto delle polizze integrative. Se oggi numerose famiglie sono in grado di reggere il fardello del gap generazionale grazie anche alle pensioni, a fronte di una disoccupazione giovanile incalzante, un domani ciò non sarà più possibile. Ce n’è a sufficienza per essere angosciati.