FMI bacchetta l’Europa: “La crisi? Non si è fatto abbastanza”

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A cura di Redazione
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Il rapporto del Fondo Monetario Internazionale risolleva dubbi ed obiezioni sulla bontà (e rapidità) degli interventi messi in atto per frenare il contagio della crisi. Le Borse intanto riprendono fiato ma lo spread vola.

Dopo il controverso consiglio direttivo della Banca Centrale Europea, con le parole di Mario Draghi che non hanno pienamente convinto analisti ed operatori di mercato (era lecito in effetti attendersi qualche provvedimento sostanziale), arriva l'ennesimo "colpo" alla credibilità delle istituzioni europee. E' un rapporto del Fondo Monetario Internazionale sulle politiche economiche di cinque aree (USA, Euro, Giappone, Regno Unito e Cina) a rilevare che le azioni intraprese per "frenare il contagio della crisi" (in particolare del sistema bancario) non sembrano né sufficienti né tempestive. Insomma, nonostante i progressi degli ultimi mesi, si poteva fare di più e meglio. Tanto più che l'area euro è certo l'epicentro della crisi, ma non è la sola "fonte di preoccupazione", dal momento che l'analisi sviluppata si sofferma anche su altre "situazioni instabili", sottolineando ad esempio come la stessa Gran Bretagna debba in qualche modo intraprendere azioni volte a rafforzare la stabilità del proprio sistema finanziario e la competitività delle proprie banche. Rischia anche il Giappone del debito pubblico elevatissimo, così come gli Stati Uniti hanno la necessità di ripensare un equilibrio fra tassazione e spesa pubblica.

Un rapporto che dunque riporta l'attenzione sulle politiche messe in campo per frenare il contagio e che arriva a cavallo di una due giorni tesissima sui mercati, con le principali Borse Europee in pesante passivo (anche se nelle prime ore della mattinata sembrano esserci timidi segnali di ripresa) e con gli spread di Italia e Spagna che continuano a salire (poche ore fa il differenziale BTP – BUND era ben oltre quota 500). Resta ora da capire in che modo reagiranno nelle prossime ore i governi dell'area euro e come intenderà muoversi la Banca Centrale Europea a stretto giro di boa, per tamponare la risalita degli spread che rischia di bruciare in pochi giorni il lavoro delle ultime settimane.

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