Draghi: “Fasce più deboli penalizzate, servono riforme per la crescita”
Torna a parlare Mario Draghi, nel corso della lectio magistralis alla Luiss di Roma che oggi gli ha conferito la laurea honoris causa. Il Governatore della Banca Centrale Europea, comincia con il richiamare la necessità che i Paesi della zona euro continuino nel percorso delle riforme e del risanamento. E parte da una considerazione di senso: "Nell'area dell'euro, la straordinaria affermazione della moneta unica ha nascosto per anni i rischi che venivano accumulandosi. I governi dei paesi membri si sono sentiti liberati dai vincoli preesistenti: con l'eccezione della Germania e di pochi altri paesi, hanno procrastinato le riforme strutturali che avrebbero potuto adeguare la competitività di strutture economiche obsolete alle sfide di una globalizzazione incalzante; hanno scardinato i limiti introdotti dal Patto di Stabilità e Crescita, minando la loro stessa credibilità quali partner di un'unione monetaria".
Di conseguenza la crisi finanziaria mondiale, innalzando drammaticamente e rapidamente la percezione che i mercati avevano del rischio ha poi agito come acceleratore di tensioni e problemi legati alla "compiaciuta amnesia" degli attori e ha mostrato tutti i limiti delle politiche statali. Da qui il richiamo di Draghi che, anticipando che la Bce è pronta ad ulteriori interventi anche sui tassi di interesse,: "Un'efficace promozione e tutela della concorrenza, un adeguato grado di flessibilita' del mercato del lavoro che sia ben distribuito tra generazioni, una burocrazia pubblica che non sia di ostacolo alla crescita, un capitale umano adatto alle sfide poste dalla competizione globale, un ambiente migliore sono fronti su cui, malgrado progressi recenti, non poco resta da fare, sia pure in misura diversa nei singoli Paesi".