Dal 2015 dichiarazione dei redditi pre-compilata per 18milioni di italiani
Ieri Matteo Renzi, intervenuto da Genova, ha rassicurato sul fatto che il 740 verrà abolito e "al suo posto ci sarà un nuovo modulo per certe dichiarazioni dei redditi". Partiamo da una premessa: il 740 non esiste più dagli anni '90 ma è stato sostituito dal 730 prima e poi dall'Unico, ma possiamo comunque perdonare questo errore al premier, che evidentemente si sarà confuso. Quel che conta è il senso dell'operazione, con il Presidente del Consiglio che punta a far arrivare nelle case dei cittadini la dichiarazione dei redditi precompilata, al fine di "semplificare la vita fiscale dei contribuenti". I funzionari sono già a lavoro su questo fronte per quello che il Governo considera uno dei punti principali del suo mandato. Lo snellimento delle procedure e degli obblighi tributari è una "precondizione per un riavvicinamento del fisco ai cittadini", e a dirlo è il "piano nazionale delle riforme" approvato dall'esecutivo nelle scorse settimane.
Nel 2015 la riforma potrebbe interessare solo dipendenti pubblici e pensionati, per un totale di 18,4 milioni di persone su un totale di 41 milioni di contribuenti. Nei fatti, dunque, quasi il 50% delle dichiarazioni dei redditi saranno pre-compilate, ma per scoprire maggiori dettagli sarà necessario attendere la fine di maggio. Nel 2016 il fisco invierà la dichiarazione dei redditi precompilata a tutti i lavoratori dipendenti, per arrivare al 75% della copertura totale.
Ma cosa arriverà esattamente nelle case degli italiani? Si tratterà di un modello con una parte compilata dal Fisco e un'altra lasciata in bianco: nella prima ci saranno scritti i dati già in possesso: anagrafici, reddituali, ma anche le detrazioni per familiari a carico, per lavoro dipendente e per pensione. Gli altri dati, invece, dovranno essere caricati dai cittadini.