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20 Agosto 2021
18:53

Cos’è il bonus bancomat che sostituisce il cashback

Con lo stop momentaneo del cashback si punta sul bonus bancomat (o bonus pos) per incentivare il ricorso ai pagamenti elettronici: viene riconosciuto un credito d’imposta agli esercenti e alle partite Iva che vendono beni e servizi per l’acquisto e il noleggio di strumenti che consentono il pagamento attraverso carte e bancomat.
A cura di Stefano Rizzuti
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Dopo lo stop, almeno temporaneo, al cashback, il governo ha introdotto un nuovo bonus con l’obiettivo di incentivare l’utilizzo degli strumenti elettronici per i pagamenti. Ma con una differenza sostanziale: il bonus bancomat, infatti, non è più rivolto ai cittadini che effettuano gli acquisti, ma agli esercenti e ai prestatori di beni e servizi. Da quest’estate, quindi, sono state introdotte nuove agevolazioni per stimolare il ricorso ai pagamenti elettronici, con una misura che offre un sostegno a chi acquista le tecnologie necessarie per incassare i pagamenti elettronici. Il bonus pos o bonus bancomat è rivolto agli esercenti e alle attività d’impresa, arte o professioni titolari di partita Iva che utilizzano i dispositivi necessari per consentire le transazioni con carte e bancomat.

Come funziona il bonus bancomat

Sommando tutte le forme del bonus si può arrivare a un massimo di 480 euro rimborsabili, vale a dire 160 per il bonus normale e altri 320 in caso di acquisti di strumenti tecnologici evoluti. L’obiettivo di questa misura è spingere i venditori a dotarsi del pos, prevedendo un credito d’imposta per l’acquisto, il noleggio o l’utilizzo di strumenti elettronici che permettono di far pagare con carte e bancomat e di collegarsi con i registratori telematici. Il bonus vale per gli acquisti e il noleggio di questi strumenti avvenuti tra il primo luglio 2021 e il 30 giugno 2022. Il credito viene parametrato al costo degli apparecchi ma anche alle spese sostenute per il collegamento tecnico. Il bonus viene raddoppiato in caso di acquisto di strumenti evoluti tecnologicamente, che consentono la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica delle operazioni: in quel caso si arriva a 320 euro.

A quanto ammonta il bonus pos rispetto ai ricavi

Al bonus si può accedere con delle limitazioni riguardanti il fatturato registrato nel precedente periodo d’imposta. Se i ricavi sono sopra i 5 milioni di euro non si ha diritto al bonus, se sono tra 1 e 5 milioni, invece, il credito d’imposta è del 10% dell’importo speso. Se i ricavi vanno da 200mila euro a 1 milione, il bonus è del 40%. Se i ricavi sono inferiori a 200mila euro il rimborso è del 70%. Più alte le percentuali in caso di acquisto di strumenti tecnologicamente avanzati: con ricavi da 1 a 5 milioni il rimborso è del 40%, tra 200mila euro e 1 milione è del 70% e con ricavi inferiori ai 200mila euro il rimborso è del 100%.

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