Confindustria: “Nuovo record della disoccupazione (12,2%), ma la recessione si attenua”

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L’ultimo rapporto del CSC segnala 387mila posti in meno del 2012 (il 12,2% della forza lavoro) a maggio. Tuttavia, segnali incoraggianti si hanno dalla ripresa degli ordini e delle esportazioni. La svolta dovrebbe arrivare in autunno.

Ombre ma anche qualche spiraglio di luce per l’economia italiana dall'ultimo rapporto del Centro Studi Confindustria. Secondo la congiuntura flash di CSC, da un lato c'è da far fronte ad nuovo record per la disoccupazione, dall'altra ci sarebbe un'attenuazione della recessione, con la svolta che dovrebbe arrivare al più tardi in autunno. Quindi, per quanto riguarda il mercato del lavoro, il numero dei senza lavoro ha toccato a maggio un nuovo livello record con 3 milioni 140mila di persone disoccupate, il 12,2% della forza lavoro (+0,2 punti su aprile). In calo ancora gli occupati: -27mila sul mese precedente (-0,1%), -387mila su un anno prima (-1,7%). E le prospettive sono di un ulteriore peggioramento. Confindustria stima che le unità di lavoro equivalenti in cassa integrazione siano state in giugno pari a 330mila (+1,1% sul trimestre precedente). "Nei prossimi mesi il ricorso alla CIG rimarrà alto – sottolinea il Centro Studi di viale dell´Astronomia – tuttavia, a fronte dei bassi livelli di attività, si avranno anche ulteriori tagli di posizioni lavorative".

La buona notizia invece riguarda l’uscita dalla crisi. "Ordini ed esportazioni stanno confermando l'attenuazione della recessione nell'industria italiana" rileva infatti il CSC: la produzione, infatti, "ha smesso di scendere, anche se rimane molto bassa e lontana dai livelli pre-crisi". L'anticipatore Ocse "segnala la fine della recessione e l’avvio di una fase di recupero già nel 2013". L’indicatore prevede "una svolta dell’economia del Paese al più tardi nel prossimo autunno. Il cambiamento di rotta è favorito dal contesto internazionale più dinamico, grazie alle conferme di ripresa negli Usa, alla ripartenza del Giappone e al robusto apporto all’incremento della domanda mondiale da parte dei Paesi emergenti, nonostante il rallentamento dei Bric".

 In particolare, la fine della recessione, secondo viale dell'Astronomia dovrebbe essere sostenuta dai costi più bassi dell'energia, dall'allentamento nella restrizione della politica di bilancio (grazie al pareggio strutturale raggiunto) e dal minor pessimismo delle famiglie. "Tuttavia – si legge in una nota -, la spesa in consumi verrà penalizzata dalla necessità di ricostituire il risparmio, dalla difficoltà a ottenere credito e dal calo dell'occupazione, che proseguirà ancora per molti mesi. Un altro fondamentale ostacolo al rilancio è la restrizione dei prestiti alle imprese, sia nei volumi (in forte calo anche in maggio) sia nei tassi; questa morsa può essere attenuata dalle recenti misure della Bce e dalla rapida esecuzione e dall'ampliamento dei pagamenti degli arretrati della pubblica amministrazione

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