A partire dal 1 gennaio è scattato l'invio di milioni di cartelle esattoriali, dopo la fine del blocco reso necessario dall'emergenza coronavirus. Una ‘pioggia' di 50 milioni di atti che si abbatterà sui contribuenti: si tratta 35 milioni di cartelle, ipoteche, fermi amministrativi bloccati a metà ottobre scorso con il decreto Rilancio, ai quali si aggiungono quelli di inizio 2021, e di 15 milioni gli accertamenti e le lettere di compliance.

Ora però il governo pensa a un nuovo stop all'attività di riscossione, che potrebbe arrivare nei prossimi giorni con un nuovo decreto, per aiutare le famiglie in difficoltà. La ‘tregua' durerà due mesi. Il Messaggero ricorda come lo stop all'attività di riscossione abbia prodotto nel 2020 una partita di gettito per lo Stato pari a 3 miliardi, un calo del 30,8%.

La viceminitra all'Economia Castelli ha lanciato l’ipotesi di una rottamazione quater, annunciando nei giorni scorsi una "gestione straordinaria" per "trattare le milioni di cartelle che si genereranno nel 2021, per posizioni maturate nel 2020".

"Una parte per i più fragili, ad esempio, andrà rimandata, e una parte, per chi è nelle condizioni di poterlo fare, andrà trattata in bonis, facendo pagare con uno sconto su sanzioni e interessi", ha spiegato la pentastellata. Ma non solo, è importante "gestire gli anni dal 2016 al 2019, con una rottamazione quater, un saldo e stralcio, per dare respiro a quei contribuenti che si trovano in difficoltà e hanno posizioni aperte con il fisco dovute a morosità incolpevoli".

Lo stop è stato chiesto a gran voce i partiti d'opposizione. "Il Governo cerca di superare l'imbarazzo per lo sblocco dell'invio di 50 milioni di cartelle esattoriali, lasciando trapelare l'intenzione di azzerare il magazzino dell'agenzia delle entrate, di varare nuovi saldi e stralci o nuove rottamazioni. Benissimo, ma il tempo corre e neanche sappiamo se ci sarà ancora un governo in carica di qui a un paio di settimane. Per bloccare l'invio delle cartelle non bastano le veline a mezzo stampa, serve un decreto o un intervento emendativo al milleproroghe per liberare dall'angoscia i contribuenti italiani. Altrimenti le cartelle partiranno perché l'Agenzia delle Entrate, in carenza di una norma, ha l'obbligo di farlo", ha scritto ieri in una nota Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

"L'Agenzia delle Entrate si prepara a scaraventare sulla testa degli italiani 50 milioni di atti tra riscossioni, pignoramenti e accertamenti fiscali, nonostante la Nazione si trovi in piena crisi sanitaria, economica e sociale. L'inerzia del Governo, ormai prossimo alla dipartita, rischia di aggravare e rendere insostenibile la situazione: occorre intervenire subito con nuove rottamazioni, scomputo degli interessi e saldo e stralcio per lavoratori autonomi e partite Iva sovraindebitate, comprese quelle che hanno dovuto chiudere negli ultimi 5 anni. La priorità deve essere quella di far ripartire l'economia per rendere sostenibile il sistema Italia", ha scritto ieri su Facebook la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.