Ora è ufficiale: gli operatori telefonici dovranno rimborsare gli utenti per l’utilizzo delle bollette a 28 giorni. Il Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi presentati contro la decisione del Tar dalle stesse compagnie: Vodafone, Wind-3 e Fastweb. La decisione è stata presa il 4 luglio in Camera di consiglio e ha respinto l’appello principale e quello in via incidentale: la scelta del Consiglio di Stato è stata depositata oggi. I rimborsi per le tariffe a 28 giorni, applicate da alcune compagnie, sono stati previsti in seguito a una delibera Agcom. Una legge ha stabilito, invece, che l'applicazione delle bollette a 28 giorni fosse illegittima.

Le compagnie dovranno rimborsare le cifre addebitate in maniera ingiustificata a partire dal giugno 2017, quando hanno iniziato a far pagare agli utenti bollette sulla base di 28 giorni e non di una mensilità integrale, portando così – di fatto – la tariffazione annuale a quasi 13 mensilità anziché 12. Il Tar aveva stabilito che le restituzioni dovessero avvenire entro il 31 dicembre 2018, ma le aziende hanno presentato ricorso bloccando così la procedura.

Ora i cittadini che hanno pagato con la tariffazione a 28 giorni si vedranno restituire le cifre per compensazione con la prossime fatturazioni. Nella sentenza depositata oggi non c’è nulla riguardo ai clienti Tim; l'azienda ha presentato ricorso successivamente, anche se sembra difficile che si possa cambiare il parere del Consiglio di Stato su un singolo operatore. Per quanto riguarda invece la parte relativa alle multe per le compagnie, è stato confermato il dimezzamento previsto dal Tar.

Come avverranno e di quanto saranno i rimborsi

A spiegare cosa dovrebbe succedere ora è Paolo Florio, legale che ha assistito l’associazione Movimento Consumatori davanti al Consiglio di Stato: “Gli indennizzi devono essere automatici e immediati e devono prescindere dalle richieste degli utenti. Le compagnie telefoniche non hanno più scuse e devono adempiere alla delibera dell'Agcom, altrimenti chiederemo l'ottemperanza delle sentenze. Complessivamente le nostre stime quantificano gli indennizzi in circa un miliardo di euro”.

Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, si sofferma sull’entità dei rimborsi “diretti in favore degli utenti”. Secondo il Codacons si dovrebbe trattare di somme che vanno tra i 30 e i 50 euro a personaper le maggiori spese sostenute a causa dell’illegittima pratica delle bollette a 28 giorni”. Le compagnie telefoniche stanno provando a evitare i rimborsi puntando su alcune offerte sostitutive, come quelle riguardanti minuti o traffico internet gratis. Ma lo stesso Codacons, negli scorsi giorni, aveva avvertito gli utenti sconsigliando di accettare queste offerte (con cui si rinuncia ai rimborsi) perché quasi sempre meno convenienti. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori, spiega che ora “gli operatori dovranno posticipare la data di decorrenza della fattura per un numero di giorni pari a quelli erosi, eventualmente spalmati su più fatture”.