Accettare l’offerta o aspettare i rimborsi? Per tutti i clienti degli operatori telefonici che hanno applicato – per alcuni mesi – le bollette a 28 giorni, c’è ora la possibilità di scegliere cosa fare. Le ipotesi che si prospetteranno davanti a molti di loro sono essenzialmente due: accettare le offerte proposte da alcuni operatori come una sorta di indennizzo o aspettare la sentenza del Consiglio di Stato del 4 luglio in attesa del rimborso completo della cifra in più finora pagata. Ma andiamo con ordine: i soggetti interessati sono coloro i quali hanno ricevuto per alcuni mesi una fatturazione non mensile, ma sulla base di 28 giorni. Il che vuol dire due o tre giorni in meno in ogni bolletta e, di conseguenza, un aggravio annuale in quanto le mensilità pagate diventavano sostanzialmente 13 e non più 12. Le bollette a 28 giorni sono state eliminate a fine 2017 e, successivamente, l’Agcom ha chiesto agli operatori di provvedere a rimborsare gli utenti per i giorni in più pagati in quei mesi. Sulla base dei diversi canoni si parla di un importo che arriva circa a un mese di bolletta. Gli operatori si sono opposti e hanno presentato ricorso al Tar e al Consiglio di Stato. Ma per loro le speranze sono poche e da inizio luglio dovrebbero partire i rimborsi.

A spiegare cosa sta succedendo in questi giorni ci pensa la Repubblica: gli operatori telefonici stanno invitando i loro utenti ad accettare alcune offerte che varrebbero come indennizzo per le tariffe a 28 giorni applicate in passato. Il problema è che chi accetta deve rinunciare ai rimborsi, su cui è prevista la sentenza del Consiglio di Stato il prossimo 4 luglio. Gli utenti, però, ora devono capire se accettare questi indennizzi possa o meno essere conveniente. E su questo sembra avere un parere molto preciso il Codacons, che lancia l’allarme avvertendo che queste offerte sono poco convenienti ed è meglio aspettare il rimborso. Il Codacons sostiene che si tratta sì di offerte “legali e legittime”, ma difficilmente quantificabili in termini monetari e per questo motivo potrebbero anche rappresentare uno svantaggio per il cliente, al di là delle apparenze.

Le proposte di indennizzo

L’Agcom ha previsto la possibilità di offrire agli utenti anche altre forme di compensazione, con la “possibilità di proporre ai singoli interessati soluzioni di compensazione alternative, satisfattive del diritto di ristoro”. Ma se i clienti accettano queste offerte devono dire addio ai rimborsi. Sempre la Repubblica ricorda quali sono le offerte che i singoli operatori stanno offrendo ai loro clienti. Si parte da Vodafone che offre oltre 50 giga per un mese a una scheda associata alla rete fissa. Tim, invece, prevede per la rete fissa la possibilità di aderire a una tra queste cinque offerte entro il 31 ottobre 2019: Tim Vision, Chi è, Extra Voice, Voce Internazionale, Max Speed. Un’offerta che rimarrebbe attiva solo per sei mesi e che verrebbe disattivata in automatico a quella scadenza. Wind Tre, invece, parla di giga gratuiti per la navigazione e di sconti per l’acquisto di alcuni telefoni.