Bilancio UE: La Merkel e Cameron non credono nell’accordo. Tutto rinviato a febbraio?

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La nuova bozza di compromesso sul bilancio pluriennale Ue di Van Rompuy non piace al Nord Europa. Di “progressi insufficienti” parla il premier britannico, di “tagliare e basta” la cancelliera tedesca. A questo punto è più probabile che “ci sarà un nuovo summit a gennaio-febbraio”.

L'accordo sul bilancio 2014-2020 tra i 27 leader europei sembra ormai solo un lontano miraggio. Non sono bastate le quattordici ore di incontri bilaterali a Bruxelles, a cui ha fatto seguito un'ora di vertice, per cercare di avvicinare le posizioni dei Capi di Stato e di Governo della Ue.  Può anche darsi che nel nuovo incontro delle 12 sarà tirata fuori dal cappello una sorpresa, ma «è più probabile che ci sarà un nuovo summit sul bilancio a gennaio-febbraio» lo ha detto il premier lussemburghese Jean Claude Juncker entrando al Consiglio. La nuova proposta del presidente Ue Herman Van Rompuy  per venire incontro alle proteste di Francia e Italia contro i tagli alla politica agricola e ai fondi di coesione (il premier ha detto che se le richieste non dovessero essere accolte, è pronta a mettere il veto), non ha sostanzialmente modificato le posizioni.

Le bocciature al compromesso arrivano da più parti e dimostrano come l'Europa sia ancora profondamente divisa. Il nuovo testo del bilancio 2014-2020 «non è sufficiente», nè per la Pac nè per la coesione. «Abbiamo lavorato tutta la notte facendo simulazioni, e i risultati non sono brillanti», ha spiegato il primo ministro belga Elio Di Rupo. «Il vero grande problema è che non ci sono abbastanza soldi» e questo «a causa della Gran Bretagna». E' proprio il premier britannico David Cameron per adesso sembra tenere tutti sotto scacco con la battaglia ai tagli «insufficienti» per circa 80 miliardi proposti al bilancio pluriennale Ue da Van Rompuy: «Abbiamo bisogno di tagliare le spese che non possiamo permetterci. Questo è ciò che deve accadere qui» si è limitato a dire Cameron prima dell'ingresso al Consiglio. Difficile che si trovi un accordo anche per la cancelliera Angela Merkel: «Credo che in questa fase» dei negoziati «non si arrivi a quello che dobbiamo raggiungere, ovvero una decisione unanime». «Non è il momento di spostare i tagli da una voce all'altra ma bisogna tagliare e basta», in quanto «vanno tagliate le spese insostenibili così come lo facciamo in patria", ha aggiunto.

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