Bilancio Ue: nessuna intesa all’orizzonte per i leader europei

Immagine
Il vertice dei 27 a Bruxelles ha visto la fumata nera per il budget 2014-2020. Da una parte ci sono Italia e Francia, dall’altra i Paesi rigoristi del Nord Europa (Gran Bretagna, in primis) che chiedono tagli ulteriori. Monti: “Se insoddisfatti, pronti al veto”.

Le possibilità di un «accordo rapido» entro il fine settimana sul bilancio 2014-2020 «sono molto piccole», ma il mancato accordo comunque «non sarebbe una catastrofe». Sta tutta nelle parole del premier lussemburghese Jean-Claude Juncker, la valutazione del summit europeo indetto ieri a Bruxelles per trovare una intesa sul bilancio 2014-2020. Ma «sarà molto difficile» trovarla, aggiunge Juncker che fu artefice dell'intesa sul bilancio 2007-2013, «perché la posizione della Gran Bretagna è molto dura ed eccessiva, mentre la posizione di altri stati è altrettanto dura ed eccessiva nell'altro senso». Il primo ministro inglese David Cameron è arrivato a Bruxelles intenzionato a dichiarare insufficienti i tagli per circa 80 miliardi proposti al bilancio pluriennale europeo dal presidente permanente del Consiglio Van Rompuy rispetto al progetto presentato dalla Commissione. Contro la sua posizione anche il Presidente del Consiglio italiano, Mario Monti: «Non accetteremo soluzioni che consideriamo inaccettabili», ha detto duro al suo arrivo Monti. “L’Italia finora è stata sproporzionatamente penalizzata. Per noi non è importante come per altri un limite al totale del bilancio, però è essenziale che l’Italia ottenga risultati migliori di quelli prospettati oggi per quanto riguarda la coesione, agricoltura, e meccanismi di ripartizione».

Vertice rimandato ad oggi – I leader dei 27 paesi europei, dopo quattordici ore di incontri bilaterali, si erano riuniti in plenaria intorno alle ore 23, con circa tre ore di ritardo sul ruolino di marcia, e Van Rompuy che fiducioso apriva: «Sono convinto che un accordo è a portata di mano». Un paio d'ore dopo la decisione di riaggiornare il summit Ue sul bilancio 2014-2020 alle 12 di oggi per meditare nella notte sul nuovo testo di compromesso presentato dal presidente del Consiglio europeo. Del resto, la posta in gioco è alta. Ci sono oltre 1000 miliardi da distribuire nei prossimi sette anni tra i 27 per sostenere l’agricoltura, i paesi più poveri e restituire quella credibilità di cui l’Europa ha indubbiamente bisogno. Nel documento, per adesso, non si parla tagli ulteriori come richiesto da diversi paesi del Nord Europa, non solo UK, ma anche Germania, e temuto da altri tra cui Francia, Polonia e, appunto, Italia. L'unica decisione condivisa è stata la nomina di Yves Mersch alla Bce. Tutti gli altri hanno ignorato la precedente bocciatura del Parlamento europeo a "caccia" di almeno una donna nel board della Banca centrale europea. Solo la Spagna ha votato contro.

8 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views