Prima di tutto, mandate a memoria questi quattro numeri.
I soldi di questa legge di bilancio sono pochi, pochissimi: 12 miliardi di euro, se si escludono quelli che ci dà l'Unione Europea per investire nelle fonti di energia rinnovabili.
In Italia ci sono quasi 15 milioni di persone che vivono in povertà assoluta o relativa. Comunque, che non se passano bene.
L’inflazione ha appena toccato il 5,4%, il massimo tra tre anni.
A un lavoratore dipendente viene trattenuto alla fonte fino al 45% della retribuzione.
Bene, ora trovate una logica in quel che il governo ha messo in manovra.
Un lavoratore autonomo che fattura tra gli 85mila e i 100mila euro all’anno pagherà il 15% di tasse su tutto quel che ha guadagnato.
È un giochino che allo Stato costa 260 milioni di euro all'anno e davvero fatichiamo a trovare un senso a una manovra di questo tipo.
È un regalo fiscale che non redistribuisce, che non toglie a chi ha di più per dare a chi ha di meno. Non aiuta chi ha bisogno, ma dà un vantaggio a chi già sta bene. Quei soldi potevano essere usati contro la povertà assoluta, o per estendere la no tax area a chi guadagna poco.
È un regalo fiscale, che dà un vantaggi a chi non ne ha bisogno. Un esempio: se sei un lavoratore autonomo e quest’anno hai fatturato 90 mila euro devi pagare le tasse col regime ordinario, come fanno tutti e con l’Irpef a scaglioni di reddito. Se il prossimo anno, le cose dovessero andarti bene e ne guadagni 99mila, invece, pagherai il 15% e basta. Più guadagni, meno paghi.
È un regalo fiscale che non aiuta nemmeno la crescita: per rilanciare i consumi è meglio dare soldi ai poveri, anziché tagliare le tasse ai più ricchi. Si chiama propensione marginale al consumo e te la insegnano alla prima lezione di microeconomia.
E infine è un regalo fiscale che va contro alle regole europee, che hanno fissato a 85mila euro il limite inderogabile entro cui si può cancellare l’obbligo di pagare l’IVA. Se il governo riuscisse a far passare questa misura, sarebbe un caso unico nell’Unione Europea.
Nient’altro che una mancetta elettorale, insomma. Denaro pubblico speso per dare a chi ha già, per aumentare le disuguaglianze, anziché ridurle. Niente di nuovo sotto il sole, nel Paese con le tasse di successione più basse d’Europa.
Ma fa rabbia che questo accada in un anno come questo, in cui il potere d’acquisto diminuisce, in cui i salari da lavoro dipendente sono al palo. In cui tutto si dovrebbe fare, anziché regalare i pochi soldi che abbiamo a disposizione a chi guadagna di più.
E poi vi stupite, se la gente è incazzata e sciopera?