Banche, dal governo ok a fondi pubblici per sostenere 50mila prepensionamenti

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Il governo sosterrà il piano di prepensionamenti delle banche italiane erogando circa 150milioni di euro all’anno.

Cinquantamila lavoratori del settore bancario potranno accedere al prepensionamento volontario grazie all'accordo raggiunto tra governo, sindacati e Abi; l'accordo verrà limato nei prossimi giorni, ma quello che appare chiaro è che lo stato si farà carico di una parte consistente dei costi dell'operazione, che finora era stata sostenuta solo dagli istituti di credito attraverso un fondo di categoria che – tuttavia – si va pian piano esaurendo. Il governo dovrebbe erogare un importante contributo economico per i prossimi tre anni e in questo modo colmare – almeno in parte – le richieste delle banche, pari a circa 150 milioni di euro ogni anno. Secondo gli osservatori del settore, quella deliberata è una "misura straordinaria per un momento straordinario visto che il comparto sta attraversando una crisi paragonabile a quella vissuta dal manifatturiero alla fine degli anni Settanta". Lo stato, dunque, si farà carico di un sostegno dei costi e ciò permetterà di gestire senza licenziamenti e in maniera non traumatica le crisi.

Il ricorso alla cassa integrazione è stato del tutto escluso dal momento che farebbe scattare l'intervento delle autorità di vigilanza europee, così la strada del sostegno al fondo è sembrata l'unica percorribile dal momento che permetterà alle banche di programmare gli interventi di riduzione nei loro piani industriali con certezza e ai dipendenti di non essere colpiti da licenziamenti collettivi obbligatori. Nei mesi scorsi il governo ha consentito di allargare il ricorso alla flessibilità in uscita da 5 a 7 anni: oggi, con il sostegno al prepensionamento gli istituti di credito possono approfittare di un'ulteriore spinta a compiere quella profonda ristrutturazione chiesta con sempre maggiore insistenza da Banca d'Italia, Bce, investitori e dallo stesso governo.

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