Air France votò per il fallimento di Alitalia in assemblea
Malgrado l'ingresso di Poste Italiane continuano le tensioni in Alitalia. Air France ha infatti tentato di stoppare l'aumento di capitale di 300 milioni di euro, così la liquidità necessaria per far fronte ai pagamenti più urgenti non sarebbe arrivata, creando nuovo nervosismo. Immsi, Intesa Sanpaolo e Atlantia si erano impegnate a concedere 65 milioni come anticipo dell’aumento. E subordinatamente a ciò, Intesa e Unicredit avrebbero concesso un anticipo del bridge to equity (la garanzia sull’aumento di capitale) di pari importo. Oggi in una riunione fra i vertici di Cai, i suoi legali (Sergio Erede), i rappresentanti dei tre soci e quelli delle due banche affiancati dall’avvocato Antonio Segni, si dovrebbe trovare una via d’uscita e consentire ad Alitalia di far fronte ai pagamenti
"Le vendite hanno registrato un progressivo deterioramento anche per il timore del blocco di attività – si legge nell’intervento di Gabriele Del Torchio letto in assemblea e allegato al verbale – Enac ha monitorato la situazione minacciando ieri (lunedì scorso) l’applicazione della provvisorietà della nostra licenza e grazie al lavoro del vicedirettore Schisano è stata per il momento evitata. Inoltre tesissimi sono i rapporti con alcuni fornitori strategici". Tutto ciò "incide significativamente sul risultato dell’esercizio, peggiorandolo rispetto alle previsioni".
Insomma, la strada è ancora lunga, anche perché Intesa San Paolo e Unicredit – come è stato spiegato durante l'ultima assemblea – "intendono sostenere la ricapitalizzazione ma saranno disposte ad esaminare un incremento dell’esposizione finanziaria (i 200 milioni annunciati dal cda, ndr) solo dopo aver preso conoscenza del piano industriale, nella sua forma eventualmente rivista e i relativi fabbisogni finanziari e purché siano fornite adeguate garanzie".
Prima però l’assemblea ha approvato (ai sensi dell’articolo 2446 del codice civile) la situazione patrimoniale al 30 giugno procedendo alla copertura delle perdite del primo semestre 2013 (pari a 171,9 milioni), della perdita 2012 (pari a 225,1 milioni) e delle perdite riportate a nuovo da precedenti esercizi pari a 511,7 milioni. In totale 908,8 milioni. I soci hanno deciso l’utilizzo delle riserve per 501,1 milioni risultanti dalla situazione patrimoniale al 30 giugno 2013 e la riduzione del capitale da 668,3 a 260,6 milioni. Ed ecco il colpo di scena: l’assemblea ha approvato con il voto contrario di Air France-Klm.