A Roma 51mila imprese straniere fanno lavorare 35mila cittadini italiani
Gli stranieri ci rubano il lavoro. Quante volte l'avete sentito dire? Quante volte, magari, avete anche annuito di fronte a questa affermazione? Ebbene, è vero il contrario e a rivelarlo è un'indagine effettuata dall'istituto Eures con il contributo della Camera di Commercio di Roma. Nel 2013 – secondo il dossier – sono state censite nella provincia capitolina 50.808 "imprese straniere", ovvero società nelle quali la partecipazione di "non italiani" è superiore al 50%. Non solo: queste imprese danno lavoro a circa 35mila cittadini italiani.
Nel dettaglio, la ricerca di Eures ha dimostrato che l'incremento dell'imprenditoria straniera in provincia di Roma è stato del 9,5% rispetto al 2012: più del doppio rispetto a quella italiana, aumentata del 4,1% e superiore anche alla media regionale, del +8,8%. Il settore di maggiore interesse è quello del commercio, con 17.266 imprese straniere nel territorio romano.
Uno studio, realizzato da Cna World ed Eures con il contributo della Camera di Commercio su un campione di 400 imprese, ha rivelato che a lavorare nelle imprese straniere sono nel 73% dei casi immigrati. Il restante 26% – per un totale di 35mila addetti – è rappresentato da lavoratori italiani. Il 49,3 per cento delle imprese intervistate è composto dal solo titolare (61,8 per cento tra le edili, 55,7 per cento nei servizi e 48 per cento nel commercio); mentre il 42,3 per cento è costituito da realtà di piccolissime dimensioni (2-5 addetti) ed il restante 8,5 per cento da imprese con oltre 5 addetti.
L'indagine mostra anche come nel 46,3% dei casi gli imprenditori stranieri provengano da esperienze di lavoro irregolari: il 40 per cento da lavoratore irregolare a lavoratore regolare, infine a imprenditore; il 6,3% direttamente da lavoratore irregolare a imprenditore.