Una personalità molto complessa e dalle mille sfaccettature, un uomo conosciuto in zona e sicuramente borderline ma fino a ieri considerato comunque socialmente non pericoloso. È questo il quadro che emerge dai primi accertamenti sull'uomo di 26 anni  protagonista dello stupro ai danni di una dottoressa cinquantenne di una guardia medica del Catanese, rimasta in balia del suo violentatore per ore prima di riuscire a fuggire ed essere soccorsa. Originario di un altro paese della zona ma residente nei pressi dell’ambulatorio di Trecastagni dove è avvenuta l'aggressione e la violenza sessuale, Alfio Cardillo è stato descritto dal sindaco della piccola cittadina etnea come un "soggetto seguito dai Servizi sociali" e che "in passato era stato sottoposto a Trattamento sanitario obbligatorio".

Dai suoi profili social emergono però anche altri particolari come la passione per il Bodybuilding e per i muscoli, dimostrata dalle tante foto del suo corpo in bella mostra, oltre che per l'interesse per alcune star che rappresentano la categoria come Sylvester Stallone. Sul suo profilo facebook, Cardillo scrive di essere falegname e non mancano sue foto dove si mostra al lavoro sempre facendo sfoggia del suo fisico. L'uomo era conosciuto in Paese proprio per questo suo lato esuberante ma nessuno avrebbe mai pensato che dietro la faccia allegra potesse nascondersi uno stupratore

"Nel nostro paese non si sono mai verificati episodi del genere ed è anche il primo commesso da questo soggetto che è molto conosciuto nella comunità e che spesso frequenta la guardia medica per motivi di salute", ha confermato anche il sindaco di Trecastagni, Giovanni Barbagallo, e in paese molti si dicono sorpresi, parlano di un ragazzo apparentemente buono. Anche i carabinieri che ora indagano sul caso confermano che il 26enne era incensurato ma pare che a suo carico però ci fossero alcune denunce per maltrattamenti in famiglia.

Il 26enne: "Dal medico perché avevo mal di denti, poi non ricordo"

Dopo essere stato fermato in flagranza di reato ancora nudo, mentre tentava di scappare dopo lo stupro della dottoressa, l'uomo inizialmente si è rinchiuso nel silenzio e non ha voluto parlare né con i Carabinieri né col pm della Procura di Catania che lo accusa di violenza sessuale, lesioni e sequestro di persona, poi ha deciso di spiegare i motivi del gesto davanti al gip. "Non ero io, non ero in me, non so perché l'ho fatto e sono profondamente pentito" ha affermato Alfio Cardillo. Lo riferisce il suo legale, l'avvocato Luca Sagneri, spiegando: "Ha ammesso gli addebiti che gli sono contestati ma ha agito in un forte stato di incoscienza". Il 26enne ha detto di aver avuto un violento mal di denti e di aver tentato di sedare il dolore bevendo alcolici. Poi sarebbe andato alla Guardia medica dove la dottoressa gli avrebbe somministrato un antidolorifico per via intramuscolo. "Quello che è successo dopo lui non lo sa spiegare. L'unica cosa che ha ripetuto più' volte è stato ‘non ero io, sono veramente pentito' ", ha spiegato l'avvocato che ha chiesto per lui arresti domiciliari con braccialetto elettronico